Venezuela: fra nuove elezioni e crisi economica

Commento a cura di Jean-Jacques Durand, Fund Manager of Edmond de Rothschild Fund Emerging Bonds

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Commento a cura di Jean-Jacques Durand, Fund Manager of Edmond de Rothschild Fund Emerging Bonds

Le prossime elezioni presidenziali in Venezuela non saranno riconosciute dalla comunità internazionale, visto il contesto in cui i principali candidati dell’opposizione vengono eliminati e un sistema elettorale fortemente distorto a favore del regime. Il principale candidato “dell’opposizione” disposto a partecipare, Henri Falcon, è un ex ufficiale militare ed ex-chavista. È riuscito a mobilitare solo una piccola parte dell’opposizione, poiché la coalizione principale ha deciso di boicottare le elezioni. Di conseguenza, il tasso di partecipazione dovrebbe essere molto basso rispetto alle occasioni precedenti. Tuttavia, un fatto importante è che circa la metà della popolazione ha ancora una visione positiva dell’ultima fase di Hugo Chavez e del chavismo come ideologia politica. In questo contesto, l’avanzamento di Henri Falcon nei sondaggi potrebbe non essere sufficiente a impedire una vittoria di Nicolas Maduro, che ora è visto come il risultato atteso.

Vediamo quindi due principali strade:

Henri Falcon riesce a vincere le elezioni dopo aver negoziato con i principali chavisti dentro e fuori le schiere dei militari che sono stati estromessi o perseguitati da Nicolas Maduro negli ultimi mesi. Potrebbero sfruttare il rimanente sostegno popolare per l’immagine di Hugo Chavez e isolare Maduro che ha preso le distanze dalla sua eredità. Attraverso un governo di transizione, questa potrebbe essere la loro opzione migliore per salvaguardare la propria persona e i propri asset ed evitare un altro ciclo di sanzioni internazionali in caso in cui il regime attuale dovesse sopravvivere ed isolarsi (molti alti funzionari venezuelani hanno famiglia e beni all’estero).

Nicolas Maduro e la sua cerchia ristretta riescono a rimanere al potere e a “rubare” dopo aver concentrato tutti i poteri. In questo caso la chiave per le evoluzioni future sarà il declino della produzione petrolifera. Il ritmo del declino si è accelerato a causa della mancanza di investimenti e della seria fuga di cervelli a tutti i livelli dalla compagnia petrolifera nazionale PDVSA. Questa fuga si è accelerato dopo la nomina al timone di leader militari senza esperienza in materia petrolifera al fine di ottenere sostegno per Nicolas Maduro. Inoltre, alcuni creditori (sebbene non siano ancora detentori di obbligazioni) hanno iniziato a confiscare alcune delle attività offshore della PDVSA, esercitando una pressione ancora maggiore sulla capacità di produzione e di esportazione. Senza più le risorse per conquistare il sostegno e pagare i militari (sono già state segnalate dimissioni e diserzioni su vasta scala) e l’inasprimento delle sanzioni internazionali, i giorni del regime sarebbero contati.

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Argomenti: Esteri

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