Venezuela, è allarme alimentare: mancano i dollari e i magazzini sono vuoti

La crisi del bolivar in Venezuela potrebbe portare entro un mese all'esplosione di un allarme alimentare per la carenza di beni importati dall'estero o prodotti nel paese. E le riserve valutarie sono ai minimi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La crisi del bolivar in Venezuela potrebbe portare entro un mese all'esplosione di un allarme alimentare per la carenza di beni importati dall'estero o prodotti nel paese. E le riserve valutarie sono ai minimi.

La crisi economica e finanziaria in Venezuela, per quanto grave possa essere considerata, non avrebbe affatto toccato ancora il fondo, perché da qui alle prossime 4 settimane il paese potrebbe sprofondare in una gravissima crisi alimentare. La terribile previsione arriva niente di meno che dalle stesse categorie dei produttori e dei commercianti. Secondo il presidente della Confindustria venezuelana, Eduardo Garmendia, le imprese non avrebbero più sufficienti scorte in magazzino e la carenza sarebbe allarmante nell’industria alimentare e in quella farmaceutica. La maggiore difficoltà, spiega, consiste nell’importare materie prime. Ancora più critiche sono le parole del presidente dell’industria alimentare del paese, Pablo Baraybar, il quale sostiene che molte imprese avrebbero ormai rimanenze ridotte ad appena 10 o 20 giorni al massimo, dopodiché non ci sarebbe per molte famiglie la possibilità di avere più anche il solo pane a tavola.   APPROFONDISCI – Venezuela, i prezzi alimentari raddoppiano e i dollari si sono più che dimezzati  

Crisi bolivar terribile

La crisi per Baraybar è data dall’assenza di dollari. Gli imprenditori non riescono ad importare beni dall’estero, perché non hanno accesso al mercato valutario. Il governo, continua, è indeciso se consentire anche ai produttori di beni primari di importare solo al cambio ufficiale di 6,3 bolivar per un dollaro o a quello di mercato controllato dallo stato di 190, quando al mercato nero un dollaro si scambia contro i 250 bolivar. Le lunghe file di questi mesi davanti ai supermercati e ai negozi potrebbero, dunque, essere niente rispetto alla crisi che verrà. Gli stessi dati sulle riserve valutarie dimostrano che la situazione peggiora anche al livello finanziario. Alla fine del primo trimestre dell’anno, la banca centrale disponeva appena di 20,9 miliardi di dollari a riserva, giù dai 22 di fine dicembre 2014, ai minimi degli ultimi 12 anni.   APPROFONDISCI – Venezuela in ginocchio, dalla Cina altri $10 miliardi e il petrolio diventa un bancomat   Queste riserve, di cui appena 2 miliardi prontamente disponibili, non basterebbero nemmeno per coprire i debiti dello stato verso le imprese straniere, pari a 23 miliardi di dollari, frutto dell’impossibilità di convertire i ricavi maturati in Venezuela in dollari, a causa dell’impossibilità di accedere al mercato del cambio. La crisi è stata aggravata dal tracollo delle quotazioni del petrolio, che rappresenta il 95% delle esportazioni del paese, quindi, anche dell’ingresso di dollari a  Caracas.   APPROFONDISCI – Il Venezuela dimezza gli aiuti a Cuba e agli altri membri di Petrocaribe  

Svalutazione bolivar unica soluzione

Senza dollari e disincentivati a produrre per via della legge sul “prezzo giusto”, che limita i prezzi alla vendita dei beni, le imprese venezuelane sono ferme, i loro impianti funzionano per meno della metà della loro capacità. Quel poco che si trova ormai sugli scaffali lo si paga sempre più caro, l’inflazione è esplosa mediamente al 64% alla fine del 2014, ma i prezzi alimentari sono più che raddoppiati a febbraio su base annua. E da qui a breve, i venezuelani potrebbero non avere più nulla a tavola. Per risolvere questo disastro, il governo dovrebbe abbandonare il cambio fisso e accettare una svalutazione del bolivar anche prossima al 100%, ma con la conseguenza di fare schizzare temporaneamente anche di più l’inflazione già più alta al mondo e potendo incorrere anche nel rischio di default, dovendo rimborsare a ottobre bond in valuta straniera. La sensazione è che il presidente Nicolas Maduro non sappia davvero cosa fare.   APPROFONDISCI – Il Venezuela vende l’oro per pagare i debiti, il bolivar crolla a un nuovo cambio record      

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Argomenti: Altre economie, crisi bolivar