Venezuela: continua il bagno di sangue e si prospetta il ritiro dall’Osa, ma cos’è?

Continua il bagno di sangue in Venezuela tanto che il Vaticano forse scenderà in campo. Intanto si prospetta il ritiro dall'Osa, ma cos'è esattamente?

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Continua il bagno di sangue in Venezuela tanto che il Vaticano forse scenderà in campo. Intanto si prospetta il ritiro dall'Osa, ma cos'è esattamente?

Il Venezuela è nel caos. Nei giorni scorsi, infatti, vi sono state nuove proteste contro il governo di Maduro che si sono concluse con un bagno di sangue. Almeno tre manifestanti nelle scorse ore sono stati uccisi e, intanto, il Ministro degli Esteri ha minacciato il ritiro dall’Osa. Ma cos’è l’Osa? Ecco le ultime news.

Venezuela: continua il bagno di sangue

Purtroppo le proteste in Venezuela sono degenerate in rivolta sociale. Secondo le fonti, infatti, le proteste avrebbero assunto delle proporzioni gigantesche ed innescato violenza. La Procura ieri ha diramato la notizia della morte di un ragazzo di ventitre anni nello Stato di Lara e così il bilancio delle vittime ad ieri è salito a 26. Esso, però, secondo la Procuratrice generale Luisa Ortega Diaz, è destinato a salire. La donna ha poi denunciato di arresti irregolari per i quali non vi è alcun verbale che spieghi lo stato di fermo ed ha invitato le forze dell’ordine a rispettare tutte le procedure.

Il Governo, erede di quello di Chavez, in merito alla situazione in cui verte il paese, ha annunciato che non vi saranno sicuramente nuove elezioni così come chiede invece l’opposizione che è riuscita a portare in piazza in una sola giornata ben sei milioni di persone. Diosdado Cabello, che è il vice di Maduro, ha dichiarato che il mandato di quest’ultimo scadrà nel 2018 e soltanto allora, forse, il Venezuela tornerà a votare. La popolazione, però, è certa che purtroppo non vi saranno più elezioni.

Venezuela: scende in campo il Vaticano? E intanto si prospetta il ritiro dall’Osa, ma cos’è?

Il Vaticano potrebbe mediare ma solo se il Governo accetterà le condizioni fissate a dicembre da Parolin ovvero il Cardinale Segretario di Stato. Costui chiedeva un’assistenza sanitaria internazionale, la liberazione di tutti quanti i prigionieri politici, un calendario elettorale stabilito concretamente ed infine la riconsegna delle prerogative al Parlamento.

Il Ministro degli Esteri del Venezuela ha minacciato il ritiro dall’Osa ovvero dall’Organizzazione degli Stati Americani. La Rodriguez, in merito a ciò, ha comunicato di aver ricevuto proprio da Maduro l’ordine di avviare la procedura per il ritiro di Caracas dall’Osa se i ministri degli Esteri dell’area non gli forniranno supporto. Ricordiamo che lo scorso 3 aprile vi è stata una sessione straordinari del Consiglio nella quale è stata approvata una dichiarazione che denunciava una forte incostituzionalità della democrazia in Venezuela.

Nella giornata di oggi 26 aprile 2017, intanto, è prevista una nuova mobilitazione a Caracas che sarà l’undicesima dall’inizio delle proteste. Il corteo dovrebbe arrivare al centro città, zona proibita dal Governo per cui si teme che anche oggi possano esserci duri scontri. Leggete anche: Il Venezuela sarà la Siria del Sud America, ecco perché.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi del Venezuela, economie emergenti, Politica

I commenti sono chiusi.