Venezuela, allarme sulla crisi del bolivar. Crolla il potere di acquisto

In Venezuela, l'inflazione continua a salire, mentre i salari scendono in termini reali. Aumenta la scarsità dei beni e Morgan Stanley prevede una crisi del bolivar nel lungo termine.

di , pubblicato il

Situazione economica e finanziaria penosissima in Venezuela, dove nel mese di gennaio l’indice di scarsità dei beni è salito al 29,4% e al 26,9% per i generi alimentari, percentuali mai raggiunte prima. E se il governo di Caracas si ostina ad affermare che il tenore di vita dei venezuelani sarebbe cresciuto negli ultimi anni, i dati dicono raccontano un’altra storia: a fronte di un aumento del salario minimo del 30% a partire dall’1 maggio scorso, la perdita di potere d’acquisto è del 7%, rispetto al 2008, mentre dal maggio di quell’anno ad oggi si attesta al 4%. Di più: il potere d’acquisto dei salari è diminuito in questi anni al ritmo dell’1-2% al mese, ma adesso ha subito un’accelerazione al 4%.

 

APPROFONDISCI – Venezuela: Maduro alza il salario minimo del 30%, ma l’inflazione è al 60%

 

L’aumento del salario minimo, secondo Econometrica, dovrebbe portare a un maggiore potere di acquisto su base annua del 6% a maggio, ma che sarà del tutto eroso nei prossimi mesi, dato che l’inflazione dovrebbe crescere al ritmo del 5-6% al mese.

Crisi bolivar

E un report di Morgan Stanley getta un’ombra lunga sulla sostenibilità della situazione finanziaria, evidenziando come il governo sia costretto a privilegiare il pagamento dei debiti esteri, piuttosto che rilanciare l’economia. D’altronde, la bufera finanziaria è frutto della fuga degli investimenti esteri, per via delle politiche anti-impresa del presidente Nicolas Maduro, che sta facendo rimpiangere persino i tempi di Hugo Chavez.

Il paese dovrebbe avere un deficit delle partite corrente, stima Morgan Stanley, tra 15 e 20 miliardi di dollari, mentre gli investimenti diretti esteri sarebbero inferiori a 5 miliardi. E conclude: il meccanismo delle aste Sicad II – il sistema con il quale il governo distribuisce dollari alle imprese importatrici a un tasso di cambio svalutato anche di 8 volte dal 6,29 – rappresenta un sollievo per l’economia venezuelana, ma non garantisce che il tasso di cambio sarà sostenibile nel lungo periodo.

In altre parole, il collasso del bolivar, scambiato fino a 80 contro un dollaro sul mercato nero, sarebbe solo una questione di tempo. Intanto, sarà sempre più difficile fare la spesa, visto che non ci sono dollari per importare beni e servizi dall’estero, con gli scaffali dei supermercati e dei negozi sempre più vuoti.

 

APPROFONDISCI – In Venezuela niente spaghetti. Stop alla produzione, manca la farina

 

Argomenti: , ,