Vendite al dettaglio in crisi: prezzi alti e stipendi bassi dietro al successo di discount ed e-commerce?

Vendite al dettaglio crollate negli ultimi tre mesi, a rimetterci i piccoli negozi.

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Vendite al dettaglio crollate negli ultimi tre mesi, a rimetterci i piccoli negozi.

Ancora dati negativi per le vendite in Italia. Gli ultimi dati Istat appaiono impietosi a riguardo e parlano di crollo delle vendite al dettaglio e una diminuzione congiunturale dello 0,7% in valore e dello 0,8% in volume. Gli italiani, in sostanza, sono ancora poco propensi a spendere e questa tendenza non sembra riguardare soltanto i beni non alimentari ma anche quelli alimentari. Una tendenza molto diversa, però, riguarda l’e-commerce e i discount, che invece sembrano resistere alla crisi.  

Crollo per i piccoli negozi

Gli ultimi dati hanno analizzato il trimestre marzo maggio 2019 in cui si è appurato che le vendite al dettaglio sono diminuite rispetto al trimestre precedente. Per quanto riguarda i beni non alimentari, la variazione registrata negativa riguarda molti prodotti tranne la telefonia e telecomunicazioni, Dotazioni per l’informatica, in aumento del +2,3%, Elettrodomestici, radio, tv e registratori, +0,4%, e mobili, arredamento e articoli tessili, +0,1%. Dati negativi, invece, per l’abbigliamento con -4,9%, calzature, articoli in cuoio e da viaggio, -4,8%. Ciò significa che nonostante tutto gli italiani spendono ancora per gli smartphone, la tecnologia in genere mentre sembrano avere meno interesse a spendere per l’abbigliamento. In calo anche la spesa per giochi, giocattoli, sport e campeggio, strumenti musicali,  foto ottica e pellicole, utensili per la casa, cartoleria, libri, riviste e giornali. 

Il ruolo dell’e-commerce

Ad essere in crisi, poi, sono soprattutto i piccoli negozi che sembrano soffrire maggiormente la concorrenza del commercio online e della grande distribuzione, che invece resiste nonostante tutto. Sicuramente la situazione attuale si può imputare all’aumento dei prezzi che negli ultimi anni non sono andati di pari passo con l’aumento degli stipendi. Mentre, infatti, i salari rimangono sostanzialmente gli stessi, i costi dei prodotti sia alimentari e non crescono di anno in anno e non è difficile immaginare il motivo per cui gli italiani rinunciano all’acquisto e tirano la cinghia, preferendo magari il prodotto non di marca.

In tutto ciò è importante anche il ruolo dell’e-commerce che continua a “rubare” una larga fetta di clienti ai negozi fisici complici i prezzi più bassi, le maggiori offerte e la possibilità di acquistare con un clic senza muoversi da casa. Ad oggi, inoltre, molti negozi online offrono il reso gratuito e la spedizione gratuita, una mossa che conquista sempre più i clienti attratti dal commercio online e dall’acquisto sul web a discapito di quello nel negozio fisico. 

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