Vatileaks II: benefit, immobili, politici. Lo scandalo che non ci voleva alla vigilia del Giubileo

Alla vigilia del Giubileo nuove nubi minacciose oscurano la cupola di San Pietro: Vatileaks 2 si arricchisce di nuove pagine che raccontano di benefit, affitti a canone zero e scambi di favore.

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Alla vigilia del Giubileo nuove nubi minacciose oscurano la cupola di San Pietro: Vatileaks 2 si arricchisce di nuove pagine che raccontano di benefit, affitti a canone zero e scambi di favore.

Nonostante il Vaticano tenda a minimizzare e ad affermare da più parti che i recenti scandali venuti alla luce sono stati per la maggior parte superati dalle riforme di Papa Francesco, il secondo capitolo di Vatileaks, di cui una forte estensione risiede tra le pagine dei libri Avarizia di Emiliano FittipaldiVia Crucis di Gianluigi Nuzzi, rischia di aprire una crepa più grande di quanto s’immagini non solo tra le mure vaticane, ma anche tra gli ambienti della politica perbene di Roma. Mentre emergono ancora accuse nei confronti della Chaouqui, che però si è detta disposta a collaborare, e mentre monsignor Balda si è chiuso in un (religioso) silenzio colpevole, dai libri di Nuzzi e Fittipaldi cominciano a emergere altri fatti – le cui fonti sono proprio da ricercare all’interno del Vaticano – che di certo turbano l’intero microstato alla vigilia di un evento attesissimo come il Giubileo. E se Papa Francesco sembra estraneo a tutto, segno emblematico di come la Curia possa a volte essere più potente anche del Papa, tra corvi e lupi il Vaticano scopre su di sé un’altra macchia indelebile.  

Riepilogo dei personaggi

In questo marasma informativo, forse c’è il rischio di perdere il senso dell’orientamento. Andiamo quindi a riepilogare brevemente i principali nomi che sono i protagonisti – nel bene, nel male o nella più completa indifferenza – di Vatileaks capitolo secondo. Cominciando ovviamente da lui, Papa Francesco, che ha sempre cercato di combattere le ombre della corruzione da quando è divenuto Papa, con riforme che di certo non hanno reso contenti i principali esponenti della Curia. Per il momento, afferma di non essere sconfortato per la vicenda, eppure dalle sue recenti dichiarazioni, pesano violente accuse nei confronti dei corrotti. L’impressione è che non si voglia ingigantire ulteriormente uno scandalo già gigante di per sé.   Monsignor Vallejo Balda e Francesca Chaouqui sono le prime due persone arrestate, con il primo che ha rifiutato di collaborare e si è chiuso nel proprio silenzio, e con la seconda che invece si è subita offerta volontariamente di collaborare con la giustizia, affermando allo stesso tempo di essere estranea ai fatti. Balda è stato segretario della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede, prima che Papa Francesco lo incaricasse di presiedere la segreteria della Commissione referente sulle strutture economico-amministrative, dando invece a monsignor Alfred Xuereb l’incarico di segretario generale della Segreteria per l’Economia: secondo diverse fonti, è stato proprio questo smacco a non essere stato digerito dal monsignore spagnolo. Attualmente risiede nelle celle vaticane. Francesca Chaouqui è invece una ex pr, e fece discutere la sua nomina nella Cosea, relativamente al settore di controllo sui tagli delle spese in Vaticano.   A investigare e a porre luce sulla vicenda spiccano due nomi: Domenico Giani, ovvero ispettore generale del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, ruolo guida in tutte le inchieste, e Gian Piero Milano, promotore di giustizia, chiamato a lavorare in Vaticano da Papa Francesco dal 2013. A ciò si aggiungono i libri scandalo di Gianluigi Nuzzi – Via Crucis – e di Emiliano Fittipaldi – Avarizia – con il primo testo che pone luce sulle carte riservate sottratte al Vaticano e il secondo che si sofferma prevalentemente su Vatileaks e sulle spese sospette che circolano in Vaticano.   Tra gli altri indagati, spuntano invece il cardinale australiano George Pell, primo prefetto della Segreteria per l’economia dal 2014, accusato di aver monitorato per i suoi interessi i conti e i bilanci vaticani, reo di una gestione che ha visto per lo più spese molto elevate e soprattutto ingiustificate. L’altro nome è quello di Giampietro Nattino, presidente di Banca Finnat Euramerica Spa: il suo nome, invero, resta fuori da Vatileaks II, ma è ritenuto responsabile di compravendite di titoli e transazioni effettuate tramite l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

 

Affitti, immobili, benefit e politici al centro dello scandalo

Dai libri di Fittipaldi e Nuzzi emerge un mondo che forse alcuni sospettavano già – dopotutto già Fellini ne aveva parlato con il film Roma (1972), seppur da una veduta più distante – e che riguardano spese sospette, agevolazioni straordinarie, affitti a canone zero, abusi di potere e sconti esagerati su beni di prima e seconda necessità. C’è anche un rapporto con alcune personalità politiche e scambi di favori, come se Suburra – profetico anch’esso – avesse traslocato dentro le mura vaticane.   Secondo i documenti, ben 68 cardinali vivrebbero in case il cui affitto è a canone zero, almeno fino a quando avranno eseguito i loro incarichi nella curia. Una volta superato questo compito, tuttavia, il canone si trasforma in circa 10 euro (massimo) per metro quadro. Un’agevolazione che in molti a Roma – dove gli affitti sono altissimi per i comuni mortali – si sognerebbero. Peccato che ciò non avvenga comunque quasi mai, visto che i cardinali cercano sempre di accomodarsi su una poltrona di un incarico. Ovviamente non si parla di monolocali da 35 metri quadri, ma di appartamenti situati in palazzi d’epoca che di metri quadri ne fanno più di 400-500: tra questi locatari spuntano i nomi dei cardinali Leonardo Sandri, Gianfranco Ravasi e Marc Oullet, mentre per ironia della sorte, l’appartamento più piccolo (179 metri quadri) apparteneva proprio a monsignor Balda. A beneficiare degli affitti a canone zero sono in molti: e c’è chi perfino abitando a pochi metri da San Pietro, paga solo 20 euro di canone annuo per una casa che vanta 97 metri quadri.   Benefit solo sugli affitti? Macché, anche sui beni di prima e seconda necessità: la cosa emerge da una lettera inviata al cardinale George Pell, nella quale si evince come tutti i cardinali abbiano favori e forti percentuali di sconto su beni alimentari (15%), abbigliamento e sigarette (20%) nonché 100 litri di benzina al mese. Ciò porta a una sete di potere incommensurabile che dimentica i principi e i valori cristiani e fa sembrare di essere davvero in un film di gangster: fa specie in particolare l’episodio raccontato da Nuzzi, secondo il quale monsignor Giuseppe Sciacca avrebbe approfittato dell’assenza del suo vicino di casa, un prete anziano ricoverato in ospedale, per abbattere il muro che li separava e inglobare nel suo immobile la stanza del vicino, con tanto di mobili annessi.   E giustamente, parlando di prepotenze e logiche non idonee alla Santa Madre Chiesa, ecco che arrivano gli scambi di favore con i politici: è ad esempio il caso di Monica Cirinnà ed Esterino Montino, entrambi del PD, che per aver firmato il ddl sulle Unioni Civili, hanno avuto in cambio un appartamento per 360 euro al mese. I favori sono andati anche a Nicola Cosentino, ex Pdl e arrestato per le sue relazioni con il clan dei Casalesi, che è riuscito a dimezzare il prezzo di acquisto di un appartamento nel quartiere Prati, uno dei più cari della capitale.

 

Le parole di Papa Francesco

Fanno riflettere anche le parole di Papa Francesco dette al giornale olandese Straatnieuws, e risalenti al 27 ottobre, pochi giorni prima dunque che “uscisse” il secondo capitolo di Vatileaks.

Fanno riflettere non in quanto profetiche, tanto perché fanno emergere un senso di frustrazione, ma anche di perseguimento di un monito a cui Bergoglio ha voluto dare la priorità sin dal suo insediamento:

La Chiesa deve parlare con la verità e anche con la testimonianza: la testimonianza della povertà. Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone, questo non si può fare. Questa è la prima tentazione. L’altra tentazione è di fare accordi con i governi: si possono f are, ma devono essere accordi chiari e trasparenti.

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