Varoufakis: Domande e Risposte su Grecia, Portogallo e Irlanda (e alla fine Italia)

L'economista greco Yanis Varoufakis, intervistato sui piigs, vede il crollo dell'Italia come l'atto finale della crisi dell'eurozona.

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L'economista greco Yanis Varoufakis, intervistato sui piigs, vede il crollo dell'Italia come l'atto finale della crisi dell'eurozona.

di Yanis Varoufakis – Un giornale portoghese mi ha posto una serie di domande sullo stato dei nostri PIIGS

 

1 – La Grecia sta andando verso una seconda ristrutturazione del debito?

Una terza! In primo luogo abbiamo avuto il PSI, poi nel dicembre scorso quello è stato eufemisticamente chiamato ‘buyout del debito’ e ora stiamo andando verso la cosiddetta OSI.

 

2 –Il FMI ha ragione a proposito della Grecia, quando dice che la ristrutturazione del debito avrebbe dovuto essere fatto prima e l’aggiustamento fiscale dopo?

Questa era la mia posizione. Quando si è in bancarotta dei prestiti, anche grandi, non aiutano, a meno che il prestito non sia preceduto da una ristrutturazione. E quando il prestito di grandi dimensioni, senza un precedente haircut, viene fatto alla condizione di ridurre il reddito (perché è questo che fa l’austerità), allora è una politica tossica, assurdamente irrazionale e predatoria.

 

3 – Il governo Samaras potrà sopravvivere? Cosa può portare la coalizione con il PASOK?

L’intensificazione e l’approfondimento della crisi bancaria, da debito e deflazione. Questi sono i “processi” inarrestabili che uccideranno questo governo. Proprio come è successo con il governo di Papandreou e poi con Papademos.

 

4 – Un potenziale governo Syriza non costituirebbe una minaccia per Bruxelles e il Fondo Monetario Internazionale (come lei ha scritto con Galbraith Jr in un editoriale per il New York Times)?

 Non è certo una minaccia per il Fondo Monetario Internazionale, nella misura in cui un governo di Syriza sarebbe in opposizione alle politiche che lo stesso FMI ha ammonto essere irrazionali. Bruxelles, d’altra parte, proprio come Berlino e Francoforte, sarebbe atterrita. Ma questo è un bene per l’Europa. E’ un grave errore pensare che gli interessi e le vedute di Brussel coincidano con gli interessi dell’Europa. Attualmente, l’Europa viene spinta nel baratro da Bruxelles e una vittoria di Syriza darebbe all’Europa una possibilità di sopravvivere, di tirarsi indietro dal baratro. Il fatto che questo potrebbe, almeno in un primo momento, scatenare le ire di Bruxelles mi sta bene.

 

5 – Le implicazioni geopolitiche di una vittoria di Syriza non sono state affrontate.

Ci sarebbero dei cambiamenti dirompenti in questo settore, tenendo conto del contesto dei Balcani e del Medio Oriente?

La Grecia è coinvolta in una crisi esistenziale causata dalla sua appartenenza ad una unione monetaria problematica. Né il Medio Oriente né i Balcani rappresentano per la Grecia un pericolo chiaro e attuale per la sua integrità e sopravvivenza a lungo termine. Syriza non vorrebbe mai essere distratta da questa lotta di sopravvivenza aprendo fronti in Medio Oriente o nei Balcani.

 

6 – Irlanda e Portogallo, anche se in diverse situazioni macro, sono in grado di “tornare sui mercati” nel 2014 in modo sostenibile? O dovranno ricorrere a programmi precauzionali transitori? O dovranno fare delle ristrutturazioni del debito?

Assolutamente no. Le dinamiche del debito del Portogallo e dell’Irlanda non consentirebbero loro un’esistenza autonoma nei mercati monetari, un vero e proprio ritorno ai mercati. Tutto ciò che sta accadendo è che Mr Draghi sta insinuando che questi due paesi possono essere spostati dai piani di salvataggio EFSF-ESM all’ombrello OMT della BCE, con una dura austerità che continuerà a spremere le loro economie sociali nella stessa dinamica negativa del malessere bancario di deflazione da debito.

 

7 – Il cambiamento provocato dal comunicato della Fed per una uscita dal QE nel 2014 e l’eventuale aumento del tasso sui fed funds dal 2015 cambierà completamente le regole del gioco?
Renderà semplicemente ancora più probabile che l’Irlanda e il Portogallo alla fine possano sfuggire all’austerità schiacciante loro imposta dall’Europa in cambio della continua assistenza sui debiti pubblici insostenibili (sia dal ESM o attraverso l’OMT).

 

8 – Quale avrebbe dovuto essere la politica perseguita da Bruxelles e dalla BCE a fronte della crisi del debito che ha avuto inizio nel 2010?

In risposta a questa domanda, Stuart Holland, James G albraith ed io stiamo avanzando la nostra modesta proposta per risolvere la crisi dell’Euro.

 

9 –L‘austerità è ferita a morte? Cosa può cambiare la situazione?

L’austerità nel corso di una crisi bancaria di deflazione da debito è assolutamente controproducente.

La risposta alla tua seconda domanda è: il crollo dell‘Italia

Articolo originale: Q&A on Greece, Portugal and Ireland – June 25th 2013

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