Varianti covid in Italia: la situazione regione per regione

La situazione delle varianti covid in Italia e le parole di Rezza.

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Regioni che cambiano colore

Le varianti covid corrono e nonostante le disposizioni regionali, che per le prossime due settimane hanno inserito tutte le regioni in zone arancione e rossa, l’ISS continua a monitorare le situazioni dei focolai locali.

A preoccupare continuano ad essere le varianti inglese, sudafricana e brasiliana che si stanno diffondendo come da previsione. In particolare è la variante inglese che sta preoccupando per la sua maggiore diffusione e contagiosità, tanto che i virologi consigliano di evitare il più possibile i contatti interpersonali.

La mappa delle varianti

Andando a vedere la situazione regione per regione, emerge che in Friuli Venezia Giulia, la maggior parte dei contagi è legata alla variante inglese, arrivata al 63%. In Alto Adige, invece, sono stati trovati altri dieci casi di variante sudafricana mentre addirittura a Firenze sono stati registrati i primi due casi di variante indiana: “A oggi sono 347 i casi segnalati in Italia per questa variante e se ne contano solo qualche migliaio in tutto il mondo” ha detto Pietro Dettolo, presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri di Firenze. Situazione critica anche in Abruzzo, dove nelle province di Pescara e Chieti, già in rosso da settimane, la variante inglese è ormai diffusa al 70%.
In Sardegna, nonostante la zona bianca, sono state chiuse le scuole a Bono, in provincia di Sassari, a causa dell’aumento dei contagi da varianti arrivati a 83. A Sindia, in provincia di Nuoro, è stato disposto il lockdown fino al 30 marzo a causa di un focolaio di 23 positive probabilmente partito dalla scuola. Lockdown previsto fino al 20 marzo anche alla Maddalena.

Focolai in aumento

In Veneto, Luca Zaia ha spiegato che la maggior parte dei ricoveri dipendono dalla variante inglese mentre in Valle D’Aosta si è addirittura deciso di chiudere alle seconde case dei proprietari in zona rossa o arancione scuro fino a Pasqua, stessa decisione dell’Alto Adige. Nelle Marche, è stata ugualmente sottolineata l’ampia diffusione delle varianti che hanno ridotto l’età media delle persone in pronto soccorso a 55-60 anni. Anche in Calabria il governatore Nino Spirlì ha parlato di aumento dei ricoveri mentre la Lombardia continua a vivere il dramma dei mille casi al giorno legati alle varianti.

Secondo Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute:

“Le varianti corrono molto velocemente. La variante inglese da noi è ormai predominante, la variante sudafricana, che era stata individuata in Tirolo, da noi fortunatamente è stata immediatamente contenuta mentre abbiamo un problema di diffusione di variante brasiliana, che sembra rispondere meno al vaccino e che circola in particolare nelle regioni dell’Italia centrale, come in Umbria o nella provincia di Frosinone”.

Vedi anche: Regioni che sperano nel cambio colore prima di Pasqua

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