La variante Delta (indiana) del Covid-19 fa paura: risalita dei contagi e nuovi lockdown in agguato dopo l’estate

Londra rinvia di un mese le riaperture definitive, mentre i contagi quadruplicano da maggio e nel resto d'Europa si teme per i giovanissimi.

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Variante Delta, governi temono la risalita dei contagi

La risalita dei contagi nel Regno Unito c’è e lo dimostrano i dati. Rispetto ai minimi toccati dalla media mobile a 7 giorni a maggio, i nuovi casi stanno aumentando a ritmi quasi quadrupli. Siamo vicini ai 7.000 al giorno, tant’è che il governo di Boris Johnson sta rinviando di quattro settimane le riaperture definitive delle attività. A fare paura è la variante Delta, quella indiana, come da riclassificazione dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità.

Per fortuna, il numero dei decessi continua a rimanere bassissimo, sotto le 10 unità al giorno. Ma per evitare brutte sorprese in piena estate, ecco che Londra sta spostando di un mese l’appuntamento con la riapertura dei locali notturni. La variante Delta starebbe contagiando perlopiù giovani e giovanissimi tra i 12 e i 20 anni. Sarebbe più contagiosa della variante Alpha del 60%. In Italia, inciderebbe ancora per meno dell’1% dei casi totali. Tuttavia, il timore è che la sua percentuale possa salire presto. Negli USA, ad esempio, è già al 6%.

Con le scuole chiuse, la mobilità tra i giovanissimi aumenta e si tratta della porzione della popolazione ancora non vaccinata, se non marginalmente. Per questo, le vaccinazioni dovranno accelerare i ritmi per evitare che i contagi dilaghino e riguardino anche le fasce a rischio non vaccinate. Altra brutta notizia è arrivata nei giorni scorsi dal Cile, stato in cui circa il 60% della popolazione è vaccinato con entrambe le dosi e i tre quarti hanno ricevuto almeno una dose anti-Covid. Eppure, la capitale Santiago ha dovuto imporre nuovamente il lockdown per il forte aumento dei casi.

Variante Delta e nuovi lockdown?

Il Cile è tra gli stati che più velocemente al mondo vaccinano da mesi, ma ha impostato la sua strategia essenzialmente sul siero cinese di Sinopharm.

Per ammissione degli stessi scienziati di Pechino, però, la copertura risulterebbe bassa, sotto il 60%. E, dunque, gli sforzi organizzativi cileni starebbero servendo a poco. In Europa, non c’è Sinopharm tra i sieri con cui si stanno vaccinando le popolazioni. Tuttavia, resta da verificare l’efficacia di Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson e AstraZeneca contro la variante Delta, in particolare.

Forse, i mercati hanno scontato uno scenario più promettente di quello che sarà nei prossimi mesi. L’estate dovrebbe effettivamente trascorrere un po’ ovunque all’insegna delle riaperture delle attività. Complice l’aumento delle temperature, i contagi e gli stessi decessi in Italia sono crollati ai minimi dal settembre scorso. La discesa dovrebbe proseguire nelle prossime settimane. La domanda, però, è un’altra: finirà come l’anno scorso, quando la curva ha iniziato a risalire dopo l’estate? Rispetto a un anno fa, abbiamo l’arma delle vaccinazioni a deporre per un po’ di concreto ottimismo. Ma non sfugga che a metà di giugno del 2020, sia il numero dei contagi che dei morti fosse inferiore a quello odierno. I primi ammontavano a circa un sesto dei livelli attuali e senza alcun vaccino disponibile.

Certo, un confronto diretto non è possibile. Dall’autunno scorso, i contagi sono letteralmente esplosi. Ad esempio, in Italia il picco di novembre fu più alto di quello di marzo di quasi 7 volte. Dunque, usciamo da mesi di dati altissimi e questo si ripercuoterebbe anche sui dati attuali, vaccini o meno. Ma l’ombra di nuove restrizioni dopo l’estate, magari meno dure di quelle introdotte con la seconda ondata, si allunga. E con essa quella sull’effettiva capacità di rimbalzo dell’economia europea.

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