Vaniglia troppo salata, ecco perché il prodotto viene eliminato dai menu

La vaniglia è sempre più costosa e l'industria alimentare non riesce più a mantenerla tra gli ingredienti utilizzati. Vediamo cosa sta provocandone l'esplosione dei prezzi.

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La vaniglia è sempre più costosa e l'industria alimentare non riesce più a mantenerla tra gli ingredienti utilizzati. Vediamo cosa sta provocandone l'esplosione dei prezzi.

La catena di gelati britannica Oddono ha da poco annunciato di avere ritirato la vaniglia tra i prodotti del suo menu, seguendo quanto già altri utilizzatori di questo ingrediente hanno fatto negli USA. Il motivo? Costa ormai troppo. In queste ultime settimane, un kg di vaniglia viene venduto sui mercati internazionali al prezzo record di 600 dollari. Si pensi che fino al 2010, le quotazioni erano ancora sui 20 dollari.

Da allora il boom, anche perché colossi alimentari come Nestlè e Hershey hanno iniziato, negli ultimi anni, a fare uso del prodotto, anziché ricorrere alla vaniglia artificiale, che ancora oggi rappresenta il 99% degli impieghi nell’industria del cibo e della cosmetica. (Leggi anche: Cioccolato mai così dolce da anni, prezzi del cacao ai minimi dal 2007)

Ma il +50% messo a segno rispetto ai prezzi medi dello scorso anno è dovuto stavolta al ciclone Enawo, che a marzo ha provocato danni nell’Oceano Indiano, colpendo le coltivazioni del Madagascar, primo produttore al mondo di vaniglia con una quota di mercato dell’80%. Secondo i dati FAO del 2014, l’isola africana produceva 3.719 tonnellate 3 anni fa, quasi la metà di tutto il pianeta. Da allora, il boom della domanda ha alimentato anche un’espansione dell’offerta, tanto che prima che passasse il ciclone, si stimava che i raccolti nel Madagascar sarebbero cresciuti del 30% rispetto al 2016, mentre adesso tali stime sono state dimezzate.

Ciclone Enawo dimezza raccolti vaniglia in Madagascar

Il risultato del maltempo a inizio 2017 è stato un’offerta carente, inferiore alla domanda di 1.800 tonnellate, abbastanza per provocare un’impennata dei prezzi, che parte dell’industria alimentare non può più sostenere, non potendo spingersi oltre nello scaricare gli aumenti sui prezzi finali. E allora, la vaniglia sta diventando quasi un bene di lusso, anche se questa fase potrebbe finire nei prossimi mesi, quando i nuovi raccolti nel Madagascar tornerebbero alla normalità, cicloni permettendo.

Intanto, sull’isola si registra un’esplosione di furti. La vaniglia qui rappresenta il 5% del pil e nel 2016 ha fatto incassare ai suoi produttori 650 milioni di dollari.

Le coltivazioni sono ad altissima intensità di lavoro, in quanto i semi delle orchidee vanno fertilizzati uno ad uno. Grazie al boom recente dei prezzi, migliaia di agricoltori hanno goduto di maggiori entrate e si sono potuti permettere di costruirsi una casa in cemento o di mandare i figli alle superiori. Resta da vedere quanto le quotazioni stellari stiano beneficiando ulteriormente il settore locale. Secondo il presidente del Gruppo degli Esperti della Vaniglia del Madagascar, Georges Geeraerts, i picchi stanno arrivando fino ai 750 dollari al chilo, ma resta il fatto che ancora oggi solo il 21% delle famiglie nel paese abbiano accesso all’acqua potabile e l’elettricità arriva solo in 6 delle 8 comunità della regione. (Leggi anche: Prezzi cacao tagliati, raccolti abbondanti)

 

 

 

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