Il vaccino AstraZeneca compromette la campagna di Draghi, a rischio obiettivi su dosi e riaperture

Il caos europeo sui vaccini minaccia i piani del governo italiano per i prossimi mesi. E il premier sa che la sua strategia barcolla.

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Vaccino AstraZeneca, è caos

Vaccino AstraZeneca consigliato ai soli over 60, ma non la sua somministrazione non sarà vietata alle persone sotto i 60 anni di età. Sono queste le indicazioni fornite ieri dall’Italia dopo il nuovo pronunciamento dell’EMA. L’Autorità europea del farmaco ha creato abbastanza sconcerto tra i governi e gli stessi ambienti medici, decidendo di non decidere. Ha comunicato in settimana che “non ci sono rischi generalizzati nella somministrazione del vaccino AstraZeneca”, ma al contempo ha riconosciuto il possibile nesso con le trombosi cerebrali come “eventi rari”. Nessun riscontro, invece, tra i casi delle trombosi e l’età delle vittime. Infine, “i benefici continuano di gran lunga a superare i rischi“.

Germania e Spagna sostanzialmente sono sulla stessa strada dell’Italia: vaccino AstraZeneca consigliato si soli over 60, mentre in Francia ai soli over 55. I tedeschi hanno altresì deciso che coloro che hanno ricevuto la prima dose del farmaco inglese e rientrassero tra le categorie sconsigliate, come richiamo riceveranno la dose di un altro vaccino, ossia di Pfizer o Moderna. Secondo Berlino, la soluzione si rivelerebbe ugualmente efficace e senza controindicazioni.

Contrordine sul vaccino AstraZeneca, regna la confusione

La posizione dell’Italia è stata chiarita ieri da Franco Locatelli, a capo del Comitato tecnico-scientifico e al termine della conferenza Stato-Regioni. I governatori hanno preteso chiarezza. Il ligure Giovanni Toti ha parlato di “balletto poco rassicurante”, notando come prima la raccomandazione fosse stata data solo per le persone sotto i 55 anni, dopo sotto i 65 e adesso si comunica alla popolazione che, al contrario, il vaccino AstraZeneca sarà iniettato solo sopra i 60.

Sta di fatto che il caos europeo sta avendo contraccolpi sulla campagna vaccinale italiana.

Nel secondo trimestre, le dosi che dovrebbero arrivare al nostro Paese ammonterebbero a 53,7 milioni, di cui 10 milioni dalla sola AstraZeneca. Tuttavia, per il mese di aprile si prevede che ne arrivino solamente 8 milioni, per cui nel bimestre maggio-giugno dovrebbero giungerne altre 45 milioni per non compromettere gli obiettivi del governo Draghi. Ad oggi, appare obiettivamente molto dubbio che ciò possa accadere.

Da qui alla fine dell’anno, sarebbero 37 milioni le dosi del siero inglese che riceveremmo. Ma i repentini e frequenti cambi di passo sul vaccino AstraZeneca stanno impattando negativamente sulla psicologia di massa. Molte persone disdicono le prenotazioni quando scoprono che dovrebbero sottoporsi al siero inglese. La credibilità di quest’ultimo è stata distrutta, piaccia o meno ammetterlo a governi e virologi. Se disponessimo di sufficienti dosi dalle altre case farmaceutiche, l’unica soluzione sarebbe di puntare su di esse e rinunciare del tutto ad AstraZeneca per non compromettere il buon esito campagna vaccinale. Ma questa non è al momento un’opzione disponibile per i governi europei, costretti a barcamenarsi tra l’obiettivo di raggiungere il prima possibile l’immunità di gregge e la sfiducia dei cittadini sul vaccino AstraZeneca.

A rischio le riaperture delle attività

Il premier Mario Draghi sta rischiando grosso. La manifestazione dei ristoratori a Roma di questa settimana è stata un forte indizio del clima di esasperazione tra le categorie più colpite dalle chiusure delle attività. Non si potrà impedire ancora a lungo a parte dell’Italia di lavorare, specie quando i ristori scarseggiano e arrivano con estremo ritardo. Servono riaperture il prima possibile, cioè vaccinare il maggior numero di persone entro qualche mese. Ma la campagna vaccinale è solo in parte nelle mani dei governi. E’ stata l’Unione Europea a sottoscrivere i contratti e sono le case farmaceutiche a produrre le dosi. L’ultima cosa che serviva è intaccare la credibilità del vaccino AstraZeneca, le cui forniture già di per sé scarseggiano, contribuendo alla carenza complessiva delle dosi.

Senza riaperture da qui all’estate, anche la stagione turistica 2021 sarà andata in malora.

Decine di migliaia di attività rischiano di chiudere per sempre, tra bar, ristoranti, alberghi, locali di ballo, palestre, piscine, etc. La gestione a dir poco cialtronesca delle vaccinazioni in Europa segnala come gli stessi governi stiano andando a tentoni. Sul vaccino AstraZeneca si è detto tutto e il suo contrario nel giro anche di pochissimi giorni. Come si può pretendere che ciò non mandi in confusione centinaia di milioni di europei? E com’è pensabile che l’assenza di prospettive certe da qui a poche settimane riesca a contenere la rabbia e la frustrazione dei titolari di attività chiuse?

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