La luce in fondo al tunnel da metà maggio? Ecco perché i dati spingono a un cauto ottimismo

500.000 dosi somministrazioni al giorno contro il Covid. Di questo passo, ritorno alla normalità vicino.

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Vaccinazioni in Italia a 500.000 dosi al giorno

C’è finalmente una buona notizia sul fronte delle vaccinazioni in Italia: abbiamo raggiunto le 500.000 somministrazioni di dosi anti-Covid al giorno. E’ il traguardo a cui il generale Francesco Paolo Figliuolo tendeva sin dalla sua nomina come commissario all’emergenza pandemia. L’obiettivo è stato agguantato a quattro mesi dall’avvio della campagna vaccinale. Nel frattempo, la Germania è arrivata a 1 milione di dosi al giorno. In rapporto alla popolazione, sta praticamente somministrando dosi all’1,2% dei tedeschi ogni giorno contro lo 0,8% dell’Italia.

Una soglia psicologica, senza dubbio. Eppure, di questo passo riusciremmo presto a metterci alle spalle la fase più cupa delle restrizioni anti-Covid. Già a metà maggio, potremmo ambire ad accelerare il ritorno graduale alla normalità, pur tra le cautele del caso. I numeri ci raccontano che rispetto al recente picco di marzo, i contagi giornalieri in Italia sono diminuiti del 45%, i morti del 35% dai massimi di metà aprile. Entrambi, tuttavia, restano altissimi.

Ma le vaccinazioni in Italia accelerano e sulla base dei dati che ci arrivano da Regno Unito e Israele, l’uscita dal tunnel potrebbe essere vicina. Questi sono i due paesi che nel mondo hanno vaccinato più velocemente. Ebbene, Londra ha assistito a una discesa dei contagi sotto la soglia dei 5.000 al giorno (seguita un paio di settimane più tardi dal calo dei morti sotto quota 100), quando le somministrazioni delle prime dosi avevano raggiunto un terzo della popolazione. A Gerusalemme la discesa è stata inarrestabile con circa il 40% dei cittadini che avevano ricevuto almeno una dose.

Vaccinazioni in Italia a pieno ritmo, estate salva?

L’Italia ha chiuso il mese di aprile con oltre 14 milioni di cittadini con almeno una dose anti-Covid iniettata.

Al ritmo di 500.000 al giorno, a metà maggio ne avremo altri 7 milioni tra prime dosi e vaccinati veri e propri. La percentuale si porterebbe a un terzo della popolazione complessiva. Sarebbe (forse) il numero magico a cui tendere per avvertire in misura sensibile la discesa di contagi e morti. La maggioranza di governo ha fissato proprio per il 14 maggio la data in cui fare un check-up sulle riaperture parziali di bar e ristoranti del 26 aprile scorso. E sempre a maggio verrà discusso il tema spinoso del coprifuoco. Spostare in avanti di 1 ora o più il limite consentito per uscire di casa o confermare alle ore 22?

Se tutto andrà bene, i numeri deporranno tutti a favore della tesi delle riaperture. Esistono, tuttavia, due rischi che non possiamo sottovalutare. Il primo è che le vaccinazioni in Italia subiscano un qualche intoppo, magari a causa delle minori consegne di dosi da parte delle case farmaceutiche. Il secondo riguarda la loro stessa efficacia contro le varianti del Covid. Adesso, fa paura quella indiana, ma ne esistono centinaia nel mondo e non sappiamo ancora se e in quale misura alcune di esse siano più resistenti al siero.

Sempre ipotizzando che le vaccinazioni in Italia mantengano almeno il ritmo delle 500.000 dosi giornaliere, entro fine giugno avremmo più di altre 15 milioni di persone coperte con almeno una dose. E verosimilmente sarà stata coperta integralmente la fascia più a rischio, quella degli over 60. Ricordiamo che gli studi scientifici dei dati di questi mesi dimostrerebbero che già con una dose il rischio di forme gravi di Covid si riduca consistentemente a partire da due settimane dopo la somministrazione. Addirittura, nel caso di Israele si è riscontrato un azzeramento di ricoveri e decessi tra i vaccinati o chi abbia ricevuto una sola dose. Forse, a luglio il sole tornerà a risplendere sul Bel Paese.

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