Vacanze scolastiche: Monti propone un mese di chiusura estiva

Proteste delle scuole che vorrebbero più soldi e non più tempo: Scelta Civica cancella l’idea di Monti

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Proteste delle scuole che vorrebbero più soldi e non più tempo: Scelta Civica cancella l’idea di Monti

Meno Imu, meno Irpef e meno… vacanze scolastiche! Queste le promesse di Monti in campagna elettorale. L’ultimo punto aveva suscitato reazioni polemiche immediate in rete da parte di più fronti. Per una volta insegnanti e studenti sembravano d’accordo sul non toccare le date della chiusura delle scuole, tanto che Scelta Civica ha fatto sparire il riferimento a questa misura nel documento definitivo. In fase di proposta Monti aveva puntualizzato che la misura mirante a ridurre il periodo di chiusura estivo delle scuola da tre mesi ad un solo mese non era indirizzata «ad aggravare il lavoro degli insegnanti, ma a modernizzare un sistema che penalizza i genitori lavoratori».

Calendario scolastico: la scelta sulle vacanze spetta a genitori e istituto

Secondo le disposizioni previste al punto scuola della bozza di riforma del mercato del lavoro a cui sta lavorando Monti, la riduzione delle vacanze scolastiche estive funzionerebbe «sulla base della partecipazione volontaria delle famiglie». Ogni istituto avrebbe piena autonomia nella gestione delle ore extra. Si legge infatti nel testo della bozza di riforma: «Le attività sportive, di recupero, alternative e per la comunità possono trovare più spazio se la scuola rimane aperta per 11 mesi l’anno, incoraggiando ogni istituto ad essere autonomo nella scelta dell’impiego per il tempo in più » E se Monti è così ferrato in matematica verrebbe da sottoporgli un altro calcolo: con quali fondi le scuole finanzierebbero tutte queste interessantissime attività extra scolastiche? In una realtà drammatica che ha spinto alcuni istituti a chiedere agli alunni di portarsi da casa la carta igienica, chi paga per attività di laboratorio, sport e altro? Quello che manca alle scuole non è tanto il tempo di fare le cose quanto le risorse economiche. A tal proposito Roberto Campanelli, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti si meraviglia: «E’ un paradosso, dopo i tagli, un’offesa alla scuola pubblica».

Scuola o baby sitter?

Polemiche anche da parte dei sindacati che, più che il provvedimento in sè, ne contestano la ratio, ovvero assecondare le esigenze dei genitori che lavorano. «Gli istituti non sono parcheggi», commenta polemico il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo. Dello stesso avviso Donatella Poselli, presidente Unione italiana genitori «Le scuole non sono strutturate per ospitare i ragazzi nel periodo estivo, specie da Roma in giù»    

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Argomenti: Politica