Vacanze estive con rincari o no: le strategie degli hotel per far ripartire il turismo

Il turismo riparte ma le strategie degli hotel non sono uguali ovunque.

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Il turismo riparte ma le strategie degli hotel non sono uguali ovunque.

L’estate è partita in sordina dopo il coronavirus con le prenotazioni per le vacanze che cercano di tenere il passo ma con qualche difficoltà. Durante il mese di giugno infatti, sono state molte meno, rispetto all’anno scorso, le prenotazioni per le vacanze estive. Il motivo va ricercato non solo nel clima di incertezza legato al covid ma anche al bonus vacanze che si potrà richiedere solo dal 1 luglio. In quest’ottica le famiglie stanno aspettando di poter fare la domanda e sapere quali sono le strutture aderenti prima di fare qualsiasi scelta. 

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Non solo rincari

Secondo varie ricerche, gli italiani non rinunciano a viaggiare quest’estate anche se rispetto al trend degli anni scorsi emerge più un tipo di vacanza non lontano da casa e in appartamento, per una questione di sicurezza percepita. Per questo motivo sono ancora molti gli hotel chiusi che non sanno neppure se riapriranno o no. 

Da un lato si parla di rincari per le vacanze, aumenti che interessano lettini e ombrelloni e in alcuni casi anche gli alberghi e le strutture ricettive. Molti utenti segnalano che rispetto allo scorso anno, i prezzi sarebbero aumentati anche negli alberghi ma c’è anche un altro lato della medaglia. Alcune strutture della Riviera Romagnola, ad esempio, hanno deciso di offrire soggiorni low cost per far ripartire il turismo mentre secondo una ricerca di  Confindustria Alberghi, che riguarda la settimana dall’11 al 18 giugno, ad aver riaperto erano solo il 30% degli alberghi.

Con la domanda turistica bassa i prezzi per le città d’arte sono scesi; anche per il mese di luglio il 94,6% di strutture situate nelle città d’arte hanno deciso di abbassare i prezzi mentre sembrano reggere le strutture che si trovano in destinazione di mare, dove comunque il 42% degli alberghi ha comunicato un prezzo più basso o una certa stabilità rispetto all’anno scorso.

Un problema che si ripercuote anche nel settore lavorativo e che coinvolge gli stagionali a rischio disoccupazione. C’è poi il caso della Riviera Romagnola dove alcuni hotel avrebbero deciso di offrire delle notti a pochi spiccioli per rilanciare il turismo. Una vera e propria guerra dei prezzi per accalappiare i turisti e far tornare di nuovo quella fiducia persa durante il lockdown. 

Stessi prezzi ma più servizi

Dall’altro lato, è anche vero che non tutti hanno deciso di abbassare i prezzi piuttosto un aumento dei servizi allo stesso prezzo, come la catena Blu Hotel che ha deciso di “Introdurremo dei plus, come per esempio la delivery box in camera per colazione, pranzo e cena”. Abbassare i prezzi infatti significherebbe abbassare la qualità, secondo il  presidente di Blu Hotels, Nicola Risatti: “Non pensiamo di abbassare le tariffe, in quanto il nostro obiettivo è quello di garantire un servizio ottimale, tutelando la sicurezza dei nostri ospiti secondo i protocolli previsti”.

Tra hotel che hanno deciso di potenziare i servizi senza però abbassare i prezzi, strutture che offrono soggiorni a poco prezzo e altre che invece non hanno abbassato nulla e forse hanno anche alzato le tariffe, quello che è certo è che sarà un’estate last minute, una tendenza motivata da molte variabili: l’attesa del bonus vacanza, le incertezze sul coronavirus e le tanto attese ferie per chi durante il lockdown ha dovuto usare forzatamente quelle vecchie.

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