Vacanze estate 2017, ecco le mete più convenienti (e non) per i turisti italiani

Le vacanze estive all'estero quest'anno saranno più convenienti per noi italiani in alcune destinazioni, mentre in qualche altra pagheremo di più.

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Le vacanze estive all'estero quest'anno saranno più convenienti per noi italiani in alcune destinazioni, mentre in qualche altra pagheremo di più.

Agosto, mese di vacanze. Milioni di italiani avranno già scelto la meta in cui passare qualche giorno lontani da casa. Spagna e Grecia saranno i paesi stranieri più visitati dai turisti italiani, ma potrebbero esservi destinazioni più convenienti per le nostre tasche, tenendo conto dell’effetto cambio. Nell’ultimo anno, l’euro ha subito marcate variazioni contro diverse valute estere.

Di conseguenza, anche a parità di prezzi, le vacanze in determinati paesi al di fuori dell’Eurozona potrebbero essere diventate di gran lunga più convenienti, ma in qualche caso più costose. Vediamo dove e in che misura sarebbe diventato più a buon mercato andare in vacanza, rispetto all’estate scorsa.

Di certo, una delle mete più preferite dagli italiani è da tempo l’Egitto, tra luoghi incantevoli per i vacanzieri come Sharm el-Sheikh e siti archeologici e storici di interesse mondiale, come le Piramidi. L’autunno scorso, la banca centrale de Il Cairo ha svalutato la lira egiziana, lasciandola fluttuare liberamente contro il dollaro, con il risultato di un più che dimezzamento di valore in pochi mesi. Oggi, la lira egiziana scambia contro l’euro a un tasso del 53% più debole su base annua. In altri termini, pur volendo tenere conto di un’inflazione esplosa al 30% (ultimo dato disponibile al giugno scorso), si avrebbe un margine di oltre il 20% su cui puntare per una riduzione effettiva dei prezzi. Il punto è che il turismo in Egitto non mostra segni di ripresa nemmeno alle migliori condizioni di cambio, essendo lo stato nordafricano oggetto di attentati terroristici in luoghi ad alta intensità turistica, nonché pagando una certa instabilità interna. (Leggi anche: Lira egiziana svalutata, boom prezzi)

Se preferite mete più lontane, un’altra destinazione da tenere sott’occhio sarebbe l’Argentina, dove il peso ha perso contro la moneta unica il 20% negli ultimi 12 mesi. Vero è che il paese sudamericano presenta oggi tassi tendenziali d’inflazione superiori al 20%, per cui resta da vedere se il gioco vale la candela, ma da quando la moneta locale può fluttuare liberamente contro il dollaro, ovvero dal dicembre 2015, il suo indebolimento è stato nell’ordine del 60%.

Giappone, UK e USA mete più “cheap”

Al terzo posto per vacanze diventate improvvisamente più convenienti per noi italiani e per il resto dell’Eurozona si colloca il Giappone. Il costo della vita qui è molto elevato, per cui non è certo il luogo ideale per un pacchetto low-cost, ma lo yen ha perso nell’ultimo anno il 13% contro l’euro, mentre l’inflazione nipponica a stento supera ancora l’1%. Nei fatti, per gli amanti del Sol Levante vi è un’occasione forse unica per sperare di partire a prezzi più bassi.

E che dire degli States. Il cambio euro-dollaro è salito del 6,5% in un anno. Andare a New York, anche solo per un weekend, potrebbe rivelarsi più economico quest’anno, così come a Londra, la cui sterlina ha ceduto il 6,3%, sostenendo un boom di turisti nel Regno Unito, conseguente al referendum sulla Brexit, che ha esitato la vittoria inattesa di quanti volevano l’uscita del paese dalla UE. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro verso 1,20, ma perché rendimenti crollati?)

America Latina più economica per gli italiani

Scorrendo la classifica, torniamo in America Latina, esattamente in Brasile, dove il real è più debole del 4,6% su base annua contro l’euro. La meta è in sé “cheap” e quest’anno lo è per noi europei un tantino di più, anche se il cambio brasiliano si è di molto rafforzato, in generale, nell’ultimo anno e mezzo. Scarse le variazioni del peso messicano, che da agosto 2016 ad oggi ha ceduto il 2,5% contro la moneta unica, anche se il bilancio era ben più negativo fino agli inizi dell’anno.

Ma l’euro non ha guadagnato contro tutte le altre divise. Esistono paesi, infatti, in cui andare in vacanza quest’anno risulta meno conveniente rispetto all’estate 2016. E’ il caso certamente dell’Islanda, dove la corona ha messo a segno un rialzo del 13%. L’isola è in sé già molto costosa per gli stranieri e il boom dei turisti, attesi quest’anno a 2,4 milioni di unità (la popolazione locale non arriva a 350.000 abitanti), contribuisce al surriscaldamento dei prezzi nel settore, tanto che per disincentivare gli afflussi, il governo ha alzato l’IVA sui prodotti alberghieri e sulla ristorazione di 13 punti percentuali al 24%, partendo dal luglio 2018.

(Leggi anche: Vacanze in Islanda troppo popolari? E Reykjavik tenta di fermare i turisti)

Infine, anche per gli amanti dell’Europa dell’Est potrebbe esservi qualche costo in più a cui fare fronte. Il fiorino ungherese si è rafforzato del 2% e la corona ceca di oltre il 3%. Nulla di sconvolgente, anche perché nel frattempo il leu rumeno ha perso il 2,4%. Si può continuare a viaggiare oltre l’ex cortina di ferro senza grossi aggravi.

 

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