Uscire dall’Euro e tornare alla Lira conviene? Ecco alcune simulazioni

Scenarieconomici.it ha effettuato diverse simulazioni sul mantenimento dell'euro con politiche di austerità, senza politiche di austerità e su un ritorno alle monete nazionali

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Scenarieconomici.it ha effettuato diverse simulazioni sul mantenimento dell'euro con politiche di austerità, senza politiche di austerità e su un ritorno alle monete nazionali

Cosa accadrebbe se l’Italia decidesse di tornare alla Lira e quindi di uscire dall’Euro? Staremmo meglio, peggio o uguale rispetto ad oggi. Scenarieconomici.it ha pubblicato alcune simulazioni che potrebbero dare sostegno alle tesi di quanti auspicano la rottura dell’Eurozona e il ritorno alle monete nazionali. Tre gli scenari presi in considerazione: 1) mantenimento dell’euro con le attuali politiche di austerità; 2) mantenimento dell’euro con politiche espansive nei paesi core; 3) ritorno alle monete nazionali.

Per semplicità di esposizione, ci concentreremo sugli effetti previsti su disoccupazione, inflazione, deficit, debito, partite correnti e crescita del pil per Italia e Germania.

 

Scenario 1: Euro con attuali politiche di austerità. Dal 2014 al 2019

Disoccupazione Italia: in salita dal 12% al 14%. Disoccupazione Germania: In discesa verso quota 4%.

Inflazione Italia: oscillante tra lo 0,5% e l’1,5%. Inflazione Germania: oscillante dall’1% all’1,7%.

Deficit pubblico Italia: sempre a ridosso del 3% del pil. Deficit Germania: attivo di bilancio intorno all’1%

Debito pubblico Italia: in salita verso 150% del pil. Debito Germania: in discesa verso 60%.

Partite correnti Italia: variabile da un surplus dell’1% a un deficit dell’1%. Partite correnti Germania: surplus costante tra 5% e 6% del pil.

Crescita pil Italia: negativa fino al 2019 (recessione costante). Crescita pil tedesco: 0-7%-2%

 

Scenario 2: Euro con politiche espansive nei pesi core.

Disoccupazione Italia: in discesa dal 12% all’8%. Disoccupazione Germania: costante al 5%.

Inflazione Italia: oscillante tra l’1,2% e l’1,8%. Inflazione Germania: oscillante dall’1,5% a poco più del 2%.

Deficit pubblico Italia: in miglioramento al 2% del pil. Deficit Germania: tra lo 0 e l’1%

Debito pubblico Italia: mediamente al 135%. Debito Germania: in discesa verso il 60%.

Partite correnti Italia: variabile da un surplus dell’1% a uno del 2,5%. Partite correnti Germania: surplus in discesa dal 7% al 2% del pil.

Crescita pil Italia: in recupero fino a quasi il 2%. Crescita pil tedesco: 1-2%

 

TORNARE ALLA LIRA – COSA NE PENSANO GLI ITALIANI

 

Scenario 3: ritorno alle monete nazionali

Disoccupazione Italia: in calo all’8% Disoccupazione Germania: in aumento sopra l’8%.

Inflazione Italia: oscillante tra l’1,5% e il 3,5%. Inflazione Germania: oscillante dall’1,5% al -1,5%.

Deficit pubblico Italia: in miglioramento verso pareggio di bilancio. Deficit Germania: tra lo 0 e il 3%

Debito pubblico Italia: in discesa al 105%. Debito Germania: in aumento al 90%.

Partite correnti Italia: variabile da un surplus dell’1% a uno del 5,5%. Partite correnti Germania: oscillanti tra surplus in discesa dal 7% del pil a un deficit dell’1%.

Crescita pil Italia: in recupero fino al 2%. Crescita pil tedesco: -1,5-1,5%

 

Italia fuori dall’Euro: le conclusioni

La raffica di cifre non ha bisogno di tanti commenti. Pur considerando le numerose variabili in gioco, non sempre prevedibili, il ritorno alla lira permetterebbe all’Italia di recuperare sul fronte della crescita, di abbattere deficit e debito pubblico, di abbassare la disoccupazione, anche se non a livelli di piena occupazione e ancora in peggioramento rispetto ai dati pre-crisi e di migliorare enormemente il saldo delle partite correnti. Unico neo è lo storico problema dell’inflazione superiore a quella dei nostri diretti competitor, con una crescita dei prezzi che nei primi anni potrebbe arrivare al 3,5%, anche se per lo più per l’inflazione importata, ossia per il deprezzamento della lira rispetto alle valute straniere, con la speranza che il fenomeno sia destinato a rientrare negli anni.

In ogni caso, pare di capire che saremmo beneficiari netti di un ritorno alla lira, mentre la Germania subirebbe gravi contraccolpi economici, si “italianizzerebbe”.

 

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