Uscire dalla crisi con la green economy, le proposte della Confederazione Nazionale Artigianato

Le proposte della Confederazione Nazionale dell’Artigianato per uscire dalla crisi: dall’investimento in infrastrutture al pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, dalla revisione dell’attuale regime fiscale che grava sulle piccole e medie imprese alla riforma del SISTRI.

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Le proposte della Confederazione Nazionale dell’Artigianato per uscire dalla crisi: dall’investimento in infrastrutture al pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, dalla revisione dell’attuale regime fiscale che grava sulle piccole e medie imprese alla riforma del SISTRI.

Ai problemi inediti che questa crisi terribile sta ponendo a tutti bisogna trovare risposte inedite. E la sostenibilità, l’innovazione, la green economy rappresentano sicuramente risposte inedite”. Sono le parole usate dal segretario generale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna), Sergio Silvestrini, per introdurre il convegno “Green economy e crescita. Nuova economia e sviluppo sostenibile” tenutosi a Roma lo scorso 15 luglio. All’incontro hanno anche partecipato il presidente della Cna e di Rete Imprese Italia, Ivan Malavasi, il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, i presidenti della commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Francesco Marinello, e della Camera, Ermete Realacci, il direttore della fondazione “Sviluppo sostenibile”, Raimondo Orsini, e il responsabile dipartimento Ambiente e Competitività della Cna, Tommaso Campanile.

 

Riavviare il “Made in Italy” investendo sulla Green Economy

Oggi nel Paese e soprattutto nel mondo imprenditoriale avverto sentimenti contrastanti” ha dichiarato il segretario Silvestrini. “C’è rabbia, c’è rancore, ma c’è anche tanta voglia di resistere e di contribuire a progettare, a creare un futuro diverso. È un forte desiderio di reazione alla logica declinista, ma le imprese possono ancora fare la loro parte sposando la green economy, cioè un nuovo modo di concepire lo sviluppo, un’operazione possibile a patto che la classe dirigente e la politica  condividano la stessa sensibilità e soprattutto decidano finalmente di rendere la vita più facile alle imprese”.

Per poter avviare questo processo di rinnovamento e quindi ricostruire il nostro tessuto imprenditoriale, gli organizzatori del convegno “Green economy e crescita Nuova economia e sviluppo sostenibile” propongono una gamma di interventi, dall’investimento in infrastrutture al pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, dalla revisione dell’attuale regime fiscale che grava sulle piccole e medie imprese alla riforma del SISTRI.

 

I fondi europei e gli investimenti in infrastrutture

Secondo la Confederazione Nazionale dell’Artigianato, un buon inizio sarebbe quello di fare buon uso delle risorse disponibili tra cui quei 30 miliardi di euro di fondi europei che – paradossalmente – le nostre regioni e gli enti locali impiegano con il contagocce. Il segretario generale della Cna Silvestrini suggerisce di tornare al passato, ossia di lasciare che sia lo Stato, e non gli enti locali, a decidere come utilizzare questi fondi,  magari destinandoli alle imprese e al Paese sotto forma di investimenti in infrastrutture e in progetti eco-sostenibili.

 

Maxi sblocco debiti Pubblica Amministrazione

Silvestrini propone inoltre lo sbloccamento immediato della quasi totalità dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle aziende. Secondo Silvestrini bisogna infatti “mettere subito in circolo non 4-5 miliardi ma 40-50 miliardi. I mercati hanno già scontato la presenza di questo macigno. Le agenzie di rating, lo sappiamo bene, più che il nostro debito hanno nel mirino la mancata crescita. E 40-50 miliardi potrebbero far ripartire gli investimenti, l’occupazione e la crescita”.

 

Sgravi fiscali green economy

Occorre poi alleggerire il carico fiscale che grava sulle imprese attive nella green economy, un settore in espansione nonostante la crisi. Tra gli interventi proposti figurano incentivi e detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica degli edifici. Nello specifico, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato propone di prolungare e stabilizzare le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di efficienza energetica e di rilanciare nuovi incentivi sulla produzione di energia da fonte fotovoltaica.

 

Riprogettare il SISTRI

In tema di ambiente, infine, la Cna propone l’abolizione del SISTRI, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, un progetto nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Secondo Silvestrini, è necessario riprogettare l’intero workflow: “Noi siamo favorevoli al tracciamento dei rifiuti pericolosi, ma non possiamo accettare che rimanga in piedi questa operazione sbagliata fin dall’inizio.

Il  famigerato sistema di tracciabilità dei rifiuti – conclude il segretario generale della Cna – è costato alle imprese, tra costi diretti e indiretti, oltre 400 milioni di euro”.

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