USA, dal mercato immobiliare segnali positivi per la Fed: il rialzo dei tassi sarà presto

Dopo i dati positivi arrivati dal mercato immobiliare americano, la Fed potrebbe alzare i tassi USA a giugno.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Dopo i dati positivi arrivati dal mercato immobiliare americano, la Fed potrebbe alzare i tassi USA a giugno.

Dopo il dato positivo di ieri dei contratti di vendita per il mese di febbraio, anche l’indice elaborato da S&P/Case-Shiller ha indicato una ripresa del mercato immobiliare USA a gennaio, quando i prezzi delle case nelle principali 20 città americane sono cresciuti su base annua del 4,56% dopo il +4,4% di dicembre. Rispetto al mese precedente, tenuto conto degli effetti stagionali, i prezzi sono saliti dello 0,9%, mentre il dato rozzo indicherebbe variazioni quasi nulle. In 14 delle 20 città monitorate, i prezzi hanno subito un’accelerazione rispetto a dicembre. Ieri, l’indice delle vendite in corso di case prima affittate a febbraio risultava in crescita del 3,1% annuo a 106,9 punti, il livello più alto dal giugno del 2013, dopo una crescita dell’1,2% a gennaio.   APPROFONDISCI – USA: il rialzo dei tassi Fed sarà a giugno dopo i dati sui consumi e i redditi americani?   Entrambi i dati suggeriscono che il settore immobiliare americano appare in ripresa, sostenuto anche dalla relativa bassa offerta di immobili e da una domanda crescente, quest’ultima conseguenza anche dell’aumento degli affitti. Resta il fatto che la crescita dei prezzi delle case è di oltre 10 volte superiore a quella dei salari, un dato che non sarà indifferente al governatore della Federal Reserve, Janet Yellen.   APPROFONDISCI – USA: Bullard chiede alla Fed di alzare i tassi, ma Morgan Stanley non esclude un taglio   Tuttavia, i segnali complessivi restano positivi e tenendo presente che l’origine della crisi finanziaria fu proprio il collasso del mercato immobiliare e della struttura sopra costruitavi dei mutui subprime, possiamo affermare che al prossimo board di fine aprile la Fed sarà più serena su un rialzo dei tassi a giugno, che a questo punto sembra quasi inevitabile, specie dopo che anche il governatore della Fed di Richmond, Jeffrey Lacker, ha reclamato una stretta monetaria ormai non più rinviabile, a suo dire, dato l’evidente miglioramento dell’economia americana, del mercato del lavoro e la costante risalita dell’inflazione verso il target del 2%. Dunque, si moltiplicano i segnali di un rialzo dei tassi USA a giugno, sebbene l’istituto potrebbe restare accomodante nei mesi successivi, in considerazione delle politiche molto espansive di tutte le altre principali banche centrali del pianeta.   APPROFONDISCI – Tassi USA, altri segnali che la stretta monetaria della Fed sarà prudente  

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Argomenti: Fed