Usa a rischio default a ottobre: si avvicina davvero il downgrade?

Incubo per Barack Obama, alle prese con grossi problemi per l'approvazione del nuovo budget e per l'innalzamento del tetto del debito. Possibile il blocco delle spese federali già dal prossimo mercoledì e default dal 17 ottobre

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Incubo per Barack Obama, alle prese con grossi problemi per l'approvazione del nuovo budget e per l'innalzamento del tetto del debito. Possibile il blocco delle spese federali già dal prossimo mercoledì e default dal 17 ottobre

Per Barack Obama e per gli Usa si sta materializzando lo stesso incubo dell’estate del 2011, quando soltanto a un giorno dal temuto default del 2 agosto, il Congresso trovò un accordo per innalzare il tetto del debito (“debt ceiling”). Cosa che non evitò il primo declassamento nella storia storia dei Treasuries da parte di S&P.

A differenza di due anni fa, stavolta i guai sono persino maggiori. Oltre che sul tetto del debito, l’accordo non si trova nemmeno sul nuovo bugdet federale, con quello vecchio in scadenza al 30 settembre. Il combinato del fallimento delle due trattative porterebbe a uno scenario da incubo. Tanto che il presidente ha alzato la voce e ha giudicato “irresponsabile che il Congresso minacci il default”.

 

Gli Usa hanno solo 30 miliardi in cassa fino al 17 ottobre

Secondo il segretario al Tesoro, Jack Lew, il governo avrebbe in cassa solo 30 miliardi di dollari al 17 di ottobre, data ultima per evitare il default, visto che successivamente non si potrebbero più onorare gli interessi sul debito. Spiccioli, se si pensa che spesso si arriva a una spesa governativa di 60 miliardi di dollari in un solo giorno. Lew ha invitato Repubblicani e Democratici a trovare un accordo entro il 30 settembre, data di scadenza per l’approvazione del nuovo budget.

Per gli analisti di Credit Suisse, a causa di entrate inferiori alle attese, la data ultima oltre la quale scatterebbe l’impossibilità di onorare il debito sarebbe il 24 di ottobre. In precedenza, lo stesso Tesoro americano aveva fissato a fine novembre la data ultima per evitare il default. Non cambia la sostanza. Da qui a tre settimane, gli USA potrebbero non essere più nelle condizioni di pagare gli interessi sul debito, sebbene per problemi tecnici.

Non solo. In assenza di un nuovo budget, dall’1 ottobre e per due settimane, il governo dovrebbe bloccare tutte le spese, tranne quelle essenziali, dando vita al cosiddetto “shutdown”. E secondo gli analisti, ciò potrebbe impattare negativamente sul pil dello 0,3%.

 

La posizione di Obama

Controversa la posizione di Obama. Nel caso un accordo non fosse raggiunto, potrebbe autonomamente innalzare il tetto del debito dagli attuali 16.700 miliardi di dollari? Stando al 14esimo emendamento (sezione 4), secondo cui il debito non può essere messo in discussione, alcuni costituzionalisti ritengono che la Casa Bianca potrebbe procedere anche senza l’autorizzazione del Congresso. Tuttavia, l’ipotesi sarebbe controversa e in ogni caso l’effetto sui mercati disastroso, perché non cambierebbe la sostanza di una paralisi politica al Congresso sui tagli alle spese e sulla riduzione del deficit federale.

La battaglia riguarda l’Obamacare, la riforma sanitaria voluta da Barack Obama durante il suo primo mandato. I Repubblicani, maggioranza alla Camera, chiedono che siano tagliati alcuni programmi di spesa previsti dalla riforma e di spostare la sua entrata in vigore (prevista l’1 gennaio 2014) di un anno. E lo speaker della Camera, John Boehner, pur noto per le sue posizioni moderate, ha affermato che senza le richieste dei Repubblicani non sarà licenziato un nuovo budget.

Se il default tecnico scattasse, essendo i Treasuries titoli “benchmark” a livello mondiale, ci sarebbero conseguenze negative anche sul resto dei mercati del pianeta. Sui titoli, S&P ha espresso un giudizio AA+, Moody’s di Aaa con outlook stabile e Fitch di AAA con outlook negativo.

Dal default sfiorato nell’agosto del 2011 sarebbe la terza volta che il Congresso autorizza le maggiori spese del Tesoro USA, innalzando il tetto del debito. Da quando Obama è entrato alla Casa Bianca, il debito pubblico Usa è esploso di oltre il 60%, passando dai circa 10 mila miliardi di dollari lasciati in eredità dal predecessore George W.Bush ai 16.700 miliardi di queste settimane, pari al 100% del pil.

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