USA 2016: ultimi sondaggi, i pensieri di Joe Biden e il passato di Donald Trump

Hillary Clinton e Bernie Sanders proseguono la loro marcia, Joe Biden sta per ufficializzare la sua candidatura e su Donald Trump pesa un losco passato: tre nuovi capitoli di questo lungo romanzo americano.

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Hillary Clinton e Bernie Sanders proseguono la loro marcia, Joe Biden sta per ufficializzare la sua candidatura e su Donald Trump pesa un losco passato: tre nuovi capitoli di questo lungo romanzo americano.

A  una settimana dal dibattito tra i democratici, i sondaggi non subiscono scossoni di sorta, mantenendo le posizioni più o meno intatti per i candidati dem. Nel frattempo Joe Biden è sempre più vicino a ufficializzare la sua candidatura per dare del filo da torcere a Hillary Clinton e porsi come serio concorrente nella corsa alla Casa Bianca, passando per le primarie. Su Donald Trump, invece, spuntano fantasmi scomodi di un passato che potrebbero pesare sullo sviluppo della sua campagna. Tre nuovi capitoli di questo lungo romanzo americano.  

Sondaggi USA 2016

Gli ultimi sondaggi registrati negli Stati Uniti dopo il dibattito democratico ci raccontano in modo diverso la crescita esponenziale di Hillary Clinton e Bernie Sanders. Secondo la rilevazione Reuters/Ipsos però, la Clinton avrebbe quasi doppiato il socialista Bernie Sanders, raggiungendo quota 51%, ben 24 punti percentuali di distacco da Sanders che invece si piazza a quota 27%. Secondo Reuters, dunque, Clinton avrebbe guadagnato ben 10 punti percentuali. Diverso il rapporto del sondaggio Cnn/Orc, per il quale la Clinton resta al 45%, non registrando alcun grosso balzo in avanti come siglato dalla precedente rilevazione, mentre sarebbe stato Sanders a guadagnare 5 punti percentuali raggiungendo quota 29%, sempre a 16 punti percentuali di distacco dalla Clinton. La candidatura ufficiale di Biden, secondo alcune fonti imminente, potrebbe però cambiare le cose molto presto.   Spostandoci sul versante repubblicano, è sempre una corsa a due tra Donald Trump e Ben Carson, i quali avrebbero rafforzato la propria posizione, aumentando il distacco da Jeb Bush, che in soli 3 mesi è riuscito a perdere ben 14 punti percentuali. Anche qui non c’è storia, con Trump e Carson che se ne vanno a braccetto sui due gradini più alti del podio e con il primo che ha serie possibilità di diventare ufficialmente il prossimo candidato alla Casa Bianca.

 

I pensieri di Joe Biden

Joe Biden si candiderà ufficialmente alle primarie democratiche a breve: dovrebbe essere solo una questione di tempo – poco – per le pratiche burocratiche e gli ultimi pensieri. Su di lui gira già uno spot per la campagna, ma che ovviamente non è ancora ufficiale. Non era presente al primo dibattito dem, ma a breve comparirà nella cartellonistica, in tv e sui media principali come serio concorrente di Hillary Clinton, questo è poco ma sicuro. Dalla sua ha già una buona percentuale di consensi – quando non è ancora tra i candidati – mentre contro ha il filo diretto con la precedente amministrazione Obama. Per i repubblicani, quindi, saranno facili gli attacchi. Eppure, Biden può vedersela alla pari con la Clinton: chi ha visto lo spot afferma che sia stato realizzato in pieno stile americano, con l’uomo al centro e il politico sullo sfondo. Un passato di tragedia umana, con la perdita della moglie e di due figli – l’ultimo pochi mesi fa, per un tumore – e un presente costellato di vittorie morali e umane, come il fatto di essere stato uno tra i vicepresidenti più attivi e amati della storia politica americana.   Biden deve ancora ufficializzare la sua candidatura, perché le corse degli anni precedenti lo hanno visto battuto – salvo poi Obama chiamarlo al ruolo di vicepresidente – e perché ha 74 anni, un’età che certo non lo distingue come homo novus della politica americana. Tuttavia, a pesare sulla sua scelta, una delle ultime volontà del figlio Beau, l’ultimo della sua progenie ad andarsene: “Papà, voglio che corri per la Casa Bianca”. E allora Biden potrebbe seriamente ufficializzare la candidatura a ore, mentre il suo staff è impegnato in diversi Stati per sveltire le pratiche burocratiche allo scopo di presentare i documenti necessari per tempo, e mentre l’attuale vicepresidente si accorda con la IAFF, l’associazione dei vigili del fuoco, che recentemente ha fatto decadere il proprio sostegno per la Clinton.

Tutti segnali che portano la fotografia di Biden ad affiancarsi a quelle degli altri candidati democratici. E forse, solo allora, con la sua voce che ufficializza la propria importante presenza, Hillary Clinton potrà davvero avere paura di un avversario tosto e difficile da distanziare.  

I fantasmi di Donald Trump

Mettete insieme New York, gli anni Settanta-Ottanta, un magnate con i soldi e un impero immobiliare in crescita e otterrete un pezzo della storia di Donald Trump. A questa storia, però, mancano dei tasselli importanti, e pesanti: quelli delle cosche mafiose. Più precisamente, delle famiglie Genovese e Gambino. Trump non fu mai accusato di illegalità, eppure ebbe rapporti con alcuni esponenti delle famiglie mafiose più potenti che allora “governavano” New York, gestendo il mercato degli appalti, i sindacati, il settore dell’edilizia e quello dei rifiuti. E proprio il Trump Plaza di Manhattan fu costruito con il cemento armato di un’industria a capo della quale vi erano due uomini dei Genovese e dei Gambino. Insomma, una macchia nel passato di Trump – nonostante lui non sia mai stato accusato di nulla – su cui media e rivali democratici potrebbero puntare il dito. Sappiamo però che Trump se ne fregherà altamente e andrà avanti con la sua solita schiettezza, convincendo ancora di più l’elettorato americano di essere lui la scelta giusta per il futuro degli Stati Uniti d’America.

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