USA 2016: repubblicani nel caos, ma Jeb Bush non è ancora morto

Il 20 febbraio si voterà in South Carolina per le primarie USA 2016: c'è molta incertezza su chi vincerà tra i repubblicani, mentre per Jeb Bush potrebbe essere decisiva.

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Il 20 febbraio si voterà in South Carolina per le primarie USA 2016: c'è molta incertezza su chi vincerà tra i repubblicani, mentre per Jeb Bush potrebbe essere decisiva.

L’ultimo dibattito televisivo repubblicano in vista delle prossime primarie in South Carolina programmate per il 20 febbraio ha fatto emergere uno scenario piuttosto chiaro del quadro repubblicano che si sta profilando, e che vede la schiera conservatrice completamente avvolta in una confusione senza precedenti, dove tutti se la prendono con tutti a suon di insulti e voltafaccia, fino a far diventare la cosa monotona e noiosa. Non è un caso che forse l’unica cosa saggia che è stata pronunciata nel dibattito l’abbia detta John Kasich: “Continuate così e faremo vincere Hillary Clinton”. Stavolta però il pubblico non ha guardato a Donald Trump come un imbonitore o un giullare ridendo alle sue battute e ai suoi insulti, ma lo ha anche fischiato quando il clima verbale stava diventando troppo pesante. Nel frattempo Jeb Bush batte un colpo, e il fratello George W. è pronto a scendere in campo per rafforzare il suo sostegno.   Durante il dibattito si è parlato delle solite cose: dal diritto di aborto a quello dei gay, passando per l’amministrazione Obama e la politica estera ai tempi di Bush. Sotto questo aspetto Jeb Bush ha finalmente risposto a muso duro a Trump, che rammentava proprio questo buio periodo e il fatto che non ci sia stata un’adeguata prevenzione contro gli attacchi dell’11 settembre: Jeb ha pertanto risposto di essere stanco di dover sempre difendere suo fratello su questo punto e di sentire sempre il solito disco anche da Obama, che ha incolpato di tutti gli errori – anche i suoi – la precedente amministrazione. Un altro personaggio che è riuscito a spiccare – ma forse non troppo – è stato Marco Rubio, che se l’è presa con Ted Cruz, soprattutto sul tema dell’immigrazione, definendo il repubblicano un disonesto.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]L’impressione è che Donald Trump stia calando e Jeb Bush salendo, ma su quest’ultimo punto abbiamo moltissimi dubbi[/tweet_box]   Con Ted Cruz se l’è presa anche Donald Trump, che lo ha definito un grande bugiardo, insistendo sul fatto che Cruz non sia candidabile alla Casa Bianca e dicendosi pronto a denunciarlo, perché egli non è un natural born citizen. Cruz si è limitato a rispondere che Trump insulta tutti dall’inizio della sua campagna, pertanto non ci sarebbero grandi novità sotto tale aspetto. Trump, peraltro, sta cominciando probabilmente a calare nei consensi degli elettori americani, perché nel dibattito andato in onda lo scorso weekend è stato criticato dal pubblico. Jeb Bush, invece, sembra un tantino risorto e per le primarie in South Carolina anche il fratello George W. scenderà in suo aiuto: è proprio qui, infatti, che l’ultimo rampollo della dinastia Bush potrà giocarsi le sue ultime carte o tramontare definitivamente e stavolta per sempre. Qui nel 2000 Bush Jr. vinse le primarie USA ottenendo il 53% dei voti: lo stesso risultato non lo porterà a casa il fratello Jeb, ma George W. lo ha elogiato spesso, ribadendo la forza del fratello nel momento in cui ci sia da prendere decisioni forti e criticando Trump, dotato di unico scopo: quello di incarnare e incitare la frustrazione americana.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]C’è un po’ di confusione tra i candidati repubblicani e la guerra verbale sta stancando un po’ #USA2016[/tweet_box]   Nel frattempo gli ultimi sondaggi elaborati per il South Carolina (e il Nevada) danno Donald Trump e Hillary Clinton largamente favoriti sugli altri concorrenti: ci aspetta comunque qualche sorpresa anche qui, sorpresa che potrebbe cambiare drasticamente il corso di queste appassionanti elezioni USA 2016.

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