USA 2016: Hillary Clinton stravince il primo dibattito tv

Il primo dibattito tv tra i democratici lo vince Hillary Clinton, anche se Bernie Sanders non sfigura: ecco i temi principali che sono stati trattati.

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Il primo dibattito tv tra i democratici lo vince Hillary Clinton, anche se Bernie Sanders non sfigura: ecco i temi principali che sono stati trattati.

Corsa a due doveva essere e corsa a due sarà, almeno fino a quando Joe Biden non deciderà il suo destino: al momento, e il primo dibattito tv dei democratici è lì a dimostrarlo, a stravincere è ancora lei, Hillary Clinton, che accantona lo scandalo e-mail, sostenuta sorprendentemente anche dall’avversario Bernie Sanders in questo, e chiede voti non per il suo cognome. Sanders, però, non sfigura. E tra gli altri tre candidati, O’Malley è forse quello che ha più chance di proseguire, mentre Webb e Chafee, probabilmente, si ritireranno a breve. Quello andato in onda ieri sera – stanotte in Italia – sulla CNN è stato un dibattito politico all’insegna del fair play, dove nessuno ha messo i bastoni tra le ruote all’altro, inveendo o mettendo il dito nella piaga: Sanders ha anche sostenuto la Clinton nell’accantonare il problema dell’EmailGate (“i veri problemi sono altri”) e da lì in poi, per la Clinton, il dibattito è stato tutto in discesa. E mentre il marito, Bill, twitta che è proprio sua moglie la più preparata a salire alla Casa Bianca, Donald Trump irrompe sul social network da 140 caratteri affermando come non ci sia nessuna star sul palcoscenico democratico e che il dibattito è noioso.  

Corsa a due

Poco importa, perché dal dibattito di ieri sono emersi alcuni risultati interessanti: primo tra tutti, che quella democratica sarà una corsa a due, fino alla decisione di Joe Biden di candidarsi o meno. Secondo poi, che Bernie Sanders, indipendente definitosi “socialista”, è un avversario corretto, onesto e affascinante, ma non per questo temibile. Terzo, che se l’indagine dell’FBI non si metterà troppo in mezzo al punto da costringere la Clinton a revisionare la sua campagna elettorale, sarà proprio l’ex segretario di Stato a occupare la poltrona principale della Casa Bianca fra circa un anno.

 

Su Wall Street e i ricchi

La Clinton si sposta un po’ più a sinistra per contrastare l’avversario Sanders quando afferma che ognuno in America deve avere la sua possibilità e che i ricchi devono pagare il giusto, ma l’indipendente socialista tenta l’affondo su Wall Street e sui poteri forti con i quali la Clinton ha amicizie. Per Sanders, infatti, è stato proprio quell’ambiente a causare la crisi e soprattutto a non scontare le sue pene pagando “per i poveri, l’istruzione, gli studenti che vanno al college e i servizi”. E poi rincara: “Non possiamo accettare che la classe media continui a impoverirsi, mentre l’1% ricco raccoglie tutti i frutti”. E allora, quali proposte? Semplice: nuove regole a Wall Street, ridimensionare i poteri delle banche, assicurare istruzione e assistenza sanitaria gratuita per tutti i cittadini e ovviamente alzare le tasse ai ricchi. Poi un piccolo scivolone, visto che Sanders ha preso a esempio di virtù un Paese come la Danimarca: la Clinton, a questo punto, ha risposto di amare la Danimarca, ma, facendo leva sull’orgoglio americano, ha detto: “noi siamo gli Stati Uniti”, rivelando poi come i problemi citati da Sanders debbano essere sì risolti ma in modo più responsabile. Tra le righe, non in maniera così estremista.  

La continuità con Obama

Nonostante sia ancora assente, Joe Biden è pur sempre un avversario presente e le parole della Clinton volgono proprio nella direzione di convincere l’elettorato americano già persuaso da Obama che anche lei si farà portavoce di una sorta di continuità con l’attuale Presidente USA. Il timore che alla Casa Bianca salga un repubblicano equivale alla paura di tornare indietro rispetto all’era Obama. Insomma, continuare quanto Obama ha fatto, oltrepassandolo, superandolo, prendendolo tuttavia come spunto e come punto di partenza per molte cose.

 

Sulla Siria

Tra gli altri temi delicati della serata non potevano mancare per forza di cose la Siria e le armi. Sulla prima questione, la Clinton ha ribadito la sua posizione: “Non permetteremo che Putini crei il caos”. Eppure Sanders trova qui il terreno ideale per attaccarla, accusandola di avere sbagliato posizione sull’Iraq e di utilizzare troppo la guerra come uno strumento di politica estera. Per questo motivo, sulla Siria, Sanders vorrebbe creare una “no fly zone”, trovando su questo punto l’appoggio di O’Malley.  

Sulle armi

Anche sulle armi c’è stato uno scambio di vedute molto interessante: è su questo terreno che la Clinton attacca Sanders, accusandolo di essere stato troppo morbido con la lobby dei produttori e di non aver preso una posizione decisa nei confronti di questi. A questo Sanders ha risposto molto bene, facendosi trovare preparato: venendo dal Vermont, ha affermato, che è uno Stato rurale, il senatore ha capito che esistono opinioni molto diverse in proposito e che non bisogna semplicemente privilegiarne una rispetto a un’altra, bensì trovare un punto d’incontro che faccia combaciare le due parti che la pensino diversamente. E facendo così si è ingraziato tutti i possessori di un’arma a scopo di “sicurezza personale” – e in America sono tanti.   E via così: il dibattito si conclude con la Clinton che fa una bella figura, con un Bernie Sanders che continua ad affascinare ma che oltre un certo limite non potrà andare, e con gli altri candidati a ricoprire il ruolo dei figuranti. Dobbiamo aspettarci colpi di scena sulla sponda democratica? Staremo a vedere.

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