Uova di Pasqua più care, ma il prezzo del cacao è crollato del 30%

Le uova di Pasqua sono più care mediamente del 7% quest'anno, anche se il prezzo del cacao è crollato sui mercati internazionali del 30% rispetto all'anno scorso, colpendo l'Africa Occidentale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le uova di Pasqua sono più care mediamente del 7% quest'anno, anche se il prezzo del cacao è crollato sui mercati internazionali del 30% rispetto all'anno scorso, colpendo l'Africa Occidentale.

Le uova di Pasqua non mancano mai nelle case degli italiani. Si calcola che insieme a colombe e altri dolciumi, spenderemo per queste festività 430 milioni in tutto. Non solo la sorpresa per i bambini, perché ad attirare anche i grandi è la tipicità di un prodotto, artigianale o industriale, ormai irrimediabilmente associato alla Pasqua. Secondo Codacons, quest’anno i prezzi medi saliranno del 7% in Italia, un fatto apparentemente non spiegabile, considerando che le quotazioni internazionali del cacao siano scese di circa il 30% rispetto alla Pasqua 2016. Al momento, una tonnellata di cacao viaggia poco sopra i 1.940 dollari, mentre nel marzo di un anno fa si vendeva sui 3.100 dollari. Pur tenendo in conto che i prezzi delle uova di Pasqua rispecchino le quotazioni dei mesi precedenti, ci troviamo dinnanzi a un “gap” di circa 1.000 dollari per tonnellata, a fronte di un indebolimento del cambio euro-dollaro nell’ordine di pochi punti percentuali (5 al massimo), a seconda della data rispetto alla quale effettuiamo il confronto con oggi.

Ed Eurostat ha pubblicato dati interessanti sulla provenienza del cioccolato che mangiamo in Europa. I 28 stati UE (Regno Unito incluso) hanno importato dal resto del mondo 1,7 milioni di tonnellate di cacao nel 2016, di cui i tre quarti dall’Africa Occidentale. Nel dettaglio, 720.000 tonnellate sono arrivate dalla Costa d’Avorio, 340.000 dal Ghana e 180.000 dalla Nigeria. (Leggi anche: Prezzi cacao tagliati del 36%)

Produttori africani in cerca di soluzioni

Considerando i livelli di produzione di Costa d’Avorio e Ghana, i principali due paesi produttori al mondo di cacao, possiamo affermare che la UE rappresenta per loro oltre il 40% della produzione, quasi la metà di quella ghanese. I due paesi stanno cercando il modo di attutire l’impatto del crollo delle quotazioni sugli agricoltori nazionali e hanno iniziato a intavolare una serie di incontri tecnici, tesi a trovare una soluzione per la stabilizzazione dei prezzi. Eppure, proprio il boom della loro offerta starebbe contribuendo in maniera determinante al ripiegamento dei prezzi. Il Ghana punta ad accrescere la sua di quasi il 50% entro il 2020, ambendo al milione di tonnellate, anche attraverso impollinazioni artificiali, un’operazione che sta creando malumori tra i produttori locali.

E la UE esportava nel 2016 cioccolato per 2 milioni di tonnellate, di cui oltre un quarto la sola Germania (540.000), seguita da Olanda (270.000) e Belgio (250.000). L’Italia è quinta con 140.000 tonnellate, pari a una quota di circa il 7% delle esportazioni continentali, davanti alla Francia con 100.000, ma dietro alle 200.000 anche della Polonia. (Leggi anche: Prezzi cacao ai minimi da 3 anni e mezzo)

 

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi materie prime, Crisi paesi emergenti, Economia Europa, economie emergenti