Uova contaminate, torna la paura: possibile nuovo scandalo europeo a causa dei pesticidi

Dopo lo scandalo uova al Fipronil, si teme un nuovo caos alimentare per le uova contaminate. Sessanta aziende agricole nel mirino.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Dopo lo scandalo uova al Fipronil, si teme un nuovo caos alimentare per le uova contaminate. Sessanta aziende agricole nel mirino.

Lo scandalo delle uova contaminate al Fipronil potrebbe non essere finito. Dopo il caos provocato dalle uova con insetticidi che ha scosso le vendite lo scorso anno, con la distruzione di  milioni di uova, Sportello dei Diritti fa luce su un nuovo scandalo che potrebbe riguardare nuovamente il settore degli allevamenti e i controlli sanitari. Secondo Foodwatch, nota associazione dei consumatori con sede in Germania, lo scandalo Fipronil è solo un puntino rispetto al problema enorme che riguarderebbe gli allevamenti europei.

Si teme nuovo scandalo alimentare?

In base al report del supervisore Skal Biocontrol, ente olandese che certifica i prodotti biologici, che ha analizzato 250 allevamenti di uova, si è scoperto che mentre prima del 2017 le aziende sembravano rispettare i requisiti biologici, i report successivi hanno dimostrato che sono state utilizzate sostanze vietate come il fipronil e altri insetticidi quali MenthoBoast, MiteClean, CID 20, Kilcox, VIROCID, Inciprop Extra, Kickstart. Si teme, quindi, che i controlli precedenti, come scrive anche Sportello dei Diritti, siano stati superficiali e che il rischio sia un nuovo possibile scandalo alimentare. Mentre si attende la pubblicazione dei risultati dei dati analizzati da Skal a fine giugno, si è appreso che 4 milioni di uova trovate con elevati livelli dell’antibiotico “Lasalocid” sono state ritirate dai supermercati in Germania, Paesi Bassi e Polonia. Già martedì scorso circa 70 mila uova in Germania erano state trovate contaminate da fipronil, nonostante il ministero dell’agricoltura della Bassa Sassonia abbia informato circa la non pericolosità per la salute umana. Nonostante tutto, secondo un rapporto della Soil Association, il 20% del pollame e il 10% delle uova vendute in Europa, conterrebbero tracce dell’antibiotico “Lasalocid” e secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il rischio sarebbe anche per le uova italiane. Da qui nasce l’esigenza di maggiori controlli negli allevamenti.

Si teme anche per l’aviaria

Intanto, secondo quanto riporta il The Telegraph, in Cina sarebbe tornato il pericolo Aviaria. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il virus H7N9, proveniente dal pollame, sarebbe in grado di uccidere il 38% di chi lo contrae e rischia di diffondersi in tutto il mondo. Attualmente in Cina si contano circa 600 morti e più di mille casi accertati e colpirebbe molto di più anziani, donna incinta e bambini. Il pericolo c’è, tanto che il direttore dell’Oms, ha affermato che: «Se da un lato preoccupa l’incidenza delle morti in proporzione ai casi accertati, dall’altro dobbiamo stare attenti alla sua trasmissione sia per quanto riguarda gli spostamenti in tutto il mondo, sia per quanto riguarda le condizioni igienico-sanitarie dei singoli centri abitati».

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici

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