Uova al Fipronil, ancora casi in Italia: i rischi ‘reali’ per la salute, la profilassi e il mercato alimentare

Dilaga lo scandalo delle uova contaminate al Fipronil: cosa sta succedendo, i rischi 'reali' per la salute, la profilassi e il mercato alimentare.

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Dilaga lo scandalo delle uova contaminate al Fipronil: cosa sta succedendo, i rischi 'reali' per la salute, la profilassi e il mercato alimentare.

Continua la vicenda che riguarda le uova al Fipronil, insetticida dalle caratteristiche molto particolari e dalla tossicità (fortunatamente) non troppo elevata. Iniziamo dalla cronaca delle ultimissime ore: dopo i casi che hanno visti coinvolti alcuni allevamenti nel Lazio e nelle Marche, adesso è la volta della Campania.

Sia a Benevento che nel piccolo comune di Sant’Anastasia sono stati trovati dei campioni di uova contaminate dal Fipronil: il primo contenente 0,1 mg/Kg e il secondo 0,017 mg/Kg di Fipronil. Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, il limite massimo consentito è di 0,005 mg/Kg, mentre il valore di vera tossicità è di 0,72 mg/Kg. Cosa significa? Che le uova sono tossiche, ma non troppo.

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Cos’è il Fipronil e perché viene utilizzato nel mercato delle uova

Il Fipronil è il nome commerciale dell’insetticida conosciuto con il nome chimico di fluocianobenpirazolo. Si tratta di un veleno molto particolare perché a bassa tossicità: esso infetta un parassita, il quale però non muore nell’immediato, ma riesce a tornare nella sua colonia e a infettare i suoi simili. La morte sopraggiunge soltanto dopo alcune ore. Una delle sue caratteristiche è la termostabilità, significa che la sua tossicità non si riduce se esposto ad alte temperature, dunque lo si può ritrovare anche in prodotti derivati. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Fipronil è moderatamente tossico: occorre, infatti, un’assunzione massiccia affinché avvenga una vera e pericolosa intossicazione. I sintomi più comuni da avvelenamento lieve sono nausea e vomito, mentre per un’assunzione massiccia si segnalano danni gravi a fegato, reni e tiroide.

Ma come c’è finito il Fipronil sulle uova che mangiamo? Semplice, attraverso una pratica illegale connessa al mercato delle uova: viene utilizzato, infatti, per disinfettare i locali dove si trovano le galline ovaiole, in maniera tale da ottimizzare la produzione e alzare il saggio di profitto. Pratica illegale e che porta alla chiusura degli stabilimenti.

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Quali danni per la salute con l’assunzione di uova contaminate con Fipronil?

Stando a quanto riportato dall’OMS, la situazione è la seguente: la dose giornaliera ‘accettabile’ di Fipronil, cioè incapace di procurare alcun danno alla salute, è di 0,01 mg/Kg per chilo di peso corporeo; un uomo di 70 chili, dunque, può assumere al massimo 0,7 mg/Kg in 24 ore. Insomma, affinché il tutto possa raggiungere un livello di allerta di tossicità bisognerebbe mangiare 7 uova al giorno contaminate al Fipronil. Una dose sicuramente elevata, anche se resta una domanda fondamentale: come frenare il mercato alimentare che sempre di più, in vista di una crescita di profitti, mette in pericolo la salute umana? Cosa fanno i governi degli stati della UE per bloccare questo processo? La risposta al momento è soltanto una: poco o nulla. Del resto, è il mercato a guidare le nostre vite.

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