Unione Europea dichiara guerra ai piatti e bicchieri di plastica, che cosa cambierà?

A fine maggio sarà presentata la direttiva «riduzione dell'inquinamento da plastica» alla Commissione europea, che cosa cambierà?

di Chiara Lanari, pubblicato il
A fine maggio sarà presentata la direttiva «riduzione dell'inquinamento da plastica» alla Commissione europea, che cosa cambierà?

L’Unione Europea bandisce piatti e posate di plastica. A fine maggio sarà presentata la direttiva «riduzione dell’inquinamento da plastica» alla Commissione europea che nella sostanza andrà ad abolire l’utilizzo di prodotti fatti in plastica come piatti, cotton fioc, cannucce, bastoncini per mescolare le bevande e recipienti per alimenti. Tra le novità, anche il costo dello smaltimento a carico del produttore così come quello per l’imballaggio. Già tempo fa si era parlato dell’addio ai cotton fiocc per fare spazio a prodotti biodegradabili.

Addio ai prodotti in plastica, che cosa potrebbe cambiare da fine maggio?

Da fine mese ci saranno dei cambiamenti per l’utilizzo dei prodotti in plastica quali piatti e posate ma anche recipienti usa e getta. Sopra gli imballaggi sarà obbligatorio inserire dettagli sui pericoli legati all’inquinamento (assorbenti, fazzoletti etc) e i tappi, in base alla direttiva, dovranno rimanere attaccati alle bottiglie per non disperdersi. Come già accennato, i prodotti in plastica come cotton fioc, posate e via dicendo saranno sostituiti da altri prodotti realizzati con materiali non di plastica. Nei prossimi anni si pensa anche a ridurre l’utilizzo dei recipienti rigidi utilizzati per gli alimenti da mangiare subito così come per i bicchieri.

Smaltimento a carico del produttore

Saranno i paesi che dovranno fissare i limiti sulle riduzioni e in alcuni casi fare in modo che questi prodotti non siano gratis, il produttore avrà la responsabilità per lo smaltimento e secondo la bozza della direttiva sarà lo stesso produttore a doversi occupare delle spese di raccolta e smaltimento nonché per la pulizia delle coste. Questo riguarda soprattutto alcuni prodotti tra cui bicchieri, salviette umidificate, sacchetti di plastica, contenitori rigidi, sigarette con filtro etc. Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, ha spiegato ad AdnKronos “Si deve fare qualcosa di più anche sulle bottiglie di plastica perché, va bene la responsabilità dei produttori, ma non basta entro il 2025 raccogliere il 90% delle bottiglie in Pet e utilizzare almeno il 25% di Pet riciclato nella produzione di nuove bottiglie”.

Leggi anche: Il biodegradabile mette al bando anche i cotton fioc: ecco quando ci sarà l’addio

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici