Unicredit, Passera nuovo ceo? Il mercato non ci crede o è pessimista

Unicredit, Corrado Passera nuovo amministratore delegato? Le voci ci sono, ma il mercato non sembra reagire. Che accade?

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Unicredit, Corrado Passera nuovo amministratore delegato? Le voci ci sono, ma il mercato non sembra reagire. Che accade?

Le indiscrezioni di questi ultimissimi giorni parlano di un Corrado Passera a capo di Unicredit. I “cacciatori di teste” incaricate da Piazza Gae Aulenti di trovare il nuovo amministratore delegato dell’istituto, dopo le dimissioni annunciate dell’uscente Federico Ghizzoni, starebbero valutando tra gli altri anche il nome dell’ex manager di Poste e Intesa-Sanpaolo, già ministro dello Sviluppo del governo Monti tra la fine del 2011 e l’inizio del 2013.

Attualmente, Passera mostra di volersi impegnare in politica per la ricostruzione del centro-destra in direzione di una coalizione più liberale in economia. Nelle ultime settimane è stato impegnato nella campagna elettorale di Stefano Parisi a Milano. Accetterebbe un’eventuale nomina a capo di Unicredit? Difficile essere nella testa dell’ex ministro, certamente si tratterebbe di una personalità autorevole, di gradimento anche sul piano internazionale e con una solida esperienza bancaria alle spalle.

Azioni Unicredit in rispolvero, ma in linea con il mercato

Le voci su una possibile nomina di Passera alla guida dell’unica banca sistemica italiana si sono diffuse nel pieno del fine settimana scorso. Quanto ha pesato, dunque, al recupero del titolo nelle ultime ore? Partiamo da un dato: dalla chiusura di venerdì scorso alla metà mattinata di questo martedì, le azioni Unicredit sono salite del 4,4%, aumentando la capitalizzazione di oltre mezzo miliardo.

Ma il rialzo è dovuto a Passera o al rally delle banche europee, in scia ai nuovi sondaggi sulla Brexit? Per cercare di capirlo, dobbiamo confrontare l’andamento del titolo Unicredit con quello generale del mercato. Ebbene, scopriamo che mediamente le banche italiane hanno guadagnato proprio il 4,4% dalla fine della settimana scorsa a questo momento, per cui l’impatto dei rumors sull’ex ministro sarebbe stato nullo.

Nel confronto con il resto dell’Eurozona, le nostre banche hanno reagito un po’ meglio al minore rischio Brexit percepito, ma va detto che restano di gran lunga più in calo quest’anno. La stessa Unicredit perde circa il 53% ancora, rispetto all’inizio del 2016.

 

 

 

Finora non c’è effetto Passera

Come mai non ci sarebbe stata una reazione più marcatamente positiva alla possibile nomina di Passera alla guida di Piazza Gae Aulenti? Due le possibili spiegazioni: o il mercato non ci crede, ritenendo che l’ex ministro rifiuti l’offerta, o peggio, ritiene che nemmeno la sua esperienza e autorevolezza possano risolvere nel breve termine le difficoltà dell’istituto.

In effetti, Passera come ad non potrebbe evitare ugualmente una ricapitalizzazione di almeno 5 miliardi, né potrebbe taumaturgicamente eliminare dai bilanci le sofferenze nette sui crediti per oltre 20 miliardi. Vero è, però, che una figura di tale statura potrebbe innescare un clima di maggiore fiducia tra gli azionisti, rinvigorendo il titolo. Per adesso, però, l’effetto Passera non c’è stato. E per la banca ancora guidata da Ghizzoni non è proprio un bel segnale.

 

 

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