UniCredit: caos nuovi esuberi entro il 2023, sindacati infuriati

Sindacati pronti a qualsiasi iniziativa pur di contrastare il piano che prevede 8mila esuberi da parte di Unicredit.

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Sindacati pronti a qualsiasi iniziativa pur di contrastare il piano che prevede 8mila esuberi da parte di Unicredit.

Il nuovo piano di UniCredit presentato dall’amministratore delegato Jean Pierre Mustier entro il 2023 prevede 8mila nuovi esuberi. Il numero di esuberi maggiore dovrebbe registrarsi proprio in Italia, dove i lavoratori UniCredit sono circa 38mila, rispetto agli 84mila dell’intero gruppo. In misura minore, invece, questi toccheranno anche le realtà di Germania e Austria, dove il numero attuale di dipendenti è pari rispettivamente a 14mila e 9mila unità.

I sindacati sono già sul piede di guerra, affermando come il piano Team 23 (così è stato ribattezzato dai vertici UniCredit) così com’è non può essere preso in considerazione.

Esuberi UniCredit, Italia la più esposta

La matematica non è un’opinione. I lavoratori italiani arruolati in UniCredit rappresentano oltre il 40% dei dipendenti totali dell’istituto bancario. Per questo motivo, in proporzione, il numero di esuberi pari a 8mila persone assunte con contratto a tempo indeterminato interesserà di più il nostro Paese rispetto a Germania e Austria, dove la forza lavoro corrisponde in percentuale rispettivamente al 17% e all’11%, contro il 41% dell’Italia. Il piano comunicato da Mustier prevede inoltre la chiusura di 500 filiali tra il 2019 e il 2023. Anche in questo caso, il peso maggiore dovrebbe ricadere sull’Italia.

Sindacati sul piede di guerra

UniCredit ha accantonato costi di integrazione per 1,4 miliardi per gestire la riduzione. Di questi, 1,1 miliardi riguarderanno l’Italia, pari al 78%. Soltanto 0,3 miliardi tra Germania e Austria, pari al 22% (valore da dividere in due). Unicredit precisa che i risparmi saranno utilizzati per investire in It. Secondo le stime dei gruppi sindacali, citate da Business Insider nell’edizione italiana, il nostro Paese dovrebbe pagare un tributo pari a 6mila esuberi degli 8mila annunciati, equivalenti al 75%, contro il 25% tra Germania e Austria.

Massimo Masi, segretario generale di Uilca, ha dichiarato di essere pronto a qualsiasi iniziativa pur di contrastare il piano UniCredit annunciato dall’amministratore delegato Jean Pierre Mustier. Anche Maurizio Landini della Cgil ha espresso la sua opinione in merito con queste parole: “Diciamo no e diciamo basta. Il lavoro non può essere considerato una merce che si prende quando serve e si butta quando fa comodo.

Unicredit annuncia 8 mila esuberi e chiude i primi nove mesi con un utile di 4,3 miliardi. Questo non è fare impresa, è essere irresponsabili. Non lo possiamo accettare. Il governo non può accettarlo. Prima di aprire un gravissimo conflitto Unicredit riveda tutto. Ritiri quanto ha improvvidamente annunciato e, prima di compiere azioni gravi e irreparabili, discuta con il sindacato”.

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