Unicredit, sotto attacco hacker 400mila clienti: la risposta della banca e come difendersi

Unicredit è sotto attacco hacker sin dal 2016 e fino a pochi giorni fa: ecco come intende rispondere la banca e come difendersi.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Unicredit è sotto attacco hacker sin dal 2016 e fino a pochi giorni fa: ecco come intende rispondere la banca e come difendersi.

Un gruppo hacker ha portato a segno un attacco informatico contro Unicredit: nei mesi scorsi, a partire dal 2016 e fino a pochi giorni fa, i ‘pirati’ hanno rubato i dati di circa 400mila clienti dell’istituto finanziario. È la stessa banca che ha reso noto il fatto: si sottolinea nel comunicato che nessuna password o dato sensibile dovrebbe essere stato rubato, anche se l’allerta è massima, e che ‘l’accesso non autorizzato a dati di clienti italiani erano relativi solo a prestiti personali’ e che la falla informatica è stata aperta da ‘un partner commerciale esterno italiano’. Ma qual è la strategia che intende mettere in campo la banca e, soprattutto, come difendersi adesso che l’attacco è avvenuto?

La strategia di Unicredit contro l’attacco informatico

Secondo quanto riportato dal comunicato di Unicredit ‘una prima violazione sembra essere avvenuta nei mesi di settembre e ottobre 2016’, mentre il più imponente sarebbe appena di qualche giorno fa. La banca stima nell’ordine di 400mila clienti coloro che hanno visto violati i propri dati. Non dovrebbero essere coinvolti i dati più sensibili, come le password di accesso ai servizi, ma è possibile che siano stati raccolti dati anagrafici e soprattutto i codici IBAN. L’istituto ha immediatamente agito con un esposto alla Procura di Milano e, in più, sono state avviate indagini interne per comprendere i motivi della falla informatica e per potenziare i servizi telematici in termini di sicurezza e privacy.

Come difendersi dall’attacco hacker di Unicredit

Unicredit ha predisposto un numero verde (800 323285) per tutti i clienti che intendono avere informazioni sulla propria situazione e soprattutto rassicurazioni aggiuntive, davvero necessarie in questo momento. Inoltre, anche i dipendenti delle filiali sono a disposizione per incontri e confronti. Si sottolinea, sempre nel comunicato, che, per evidenti motivi di sicurezza e privacy, non potranno essere utilizzate altre forme di comunicazione con la banca, al di là di quelle predisposte: le e-mail o le ‘telefonate dirette’ sono poco sicure.

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Argomenti: Banche italiane, Crisi delle banche, Crisi economica Italia, Economia Italia

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