Una tempesta perfetta in arrivo sui mercati? Lo prevede SocGen

Secondo gli analisti di Société Générale, sui mercati sarebbe in arrivo una bufera, per via dell'"atterraggio duro" della Cina e del rischio di deflazione-recessione nell'Eurozona.

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Secondo gli analisti di Société Générale, sui mercati sarebbe in arrivo una bufera, per via dell'

I mercati finanziari sarebbero esposti all’arrivo di una “tempesta perfetta”. La previsione allarmante e, in buona parte, controcorrente arriva dagli analisti di Société Générale. Due sarebbero i maggiori fattori di rischio per l’economia globale: la Cina e l’Eurozona.

Da un lato, la politica di deleveraging, in atto a Pechino e gestita dalla People’s Bank of China, potrebbe sfuggirle di mano, comprimendo la crescita più delle attese. Non è un caso che per quest’anno, SocGen preveda un tasso di crescita del pil cinese del 6,9%, inferiore alle stime degli altri istituti, che nel peggiore dei casi non ipotizzano un dato inferiore al 7%.

La compressione del credito, infatti, potrebbe comportare una crisi di liquidità in Cina, il fallimento di diverse banche e lo scoppio di una crisi finanziaria.

Ma le cose non si metterebbero meglio nemmeno nell’Eurozona, che rischia di scivolare verso la deflazione. Una conferma arriverebbe dal dato sull’inflazione nel mese di gennaio (+0,7%). In sostanza, l’istituto teme che il calo dei prezzi possa trascinarsi dietro anche una riduzione del pil reale. In quel caso, non sarebbe facile intuire cosa farebbe la BCE, che si è sì impegnata a difendere la stabilità dei prezzi e l’euro “con ogni mezzo”, ma ha più volte ribadito di avere le mani legate sull’acquisto dei titoli di stato.

L’espressione “tempesta perfetta” non ci è nuova. L’economista Nouriel Roubini la utilizzò nell’estate del 2012, quando si lanciò nella previsione catastrofista di una imminente fine dell’euro. Evitata in extremis per l’intervento di Mario Draghi (il quale pronunciò la frase della svolta “we’ll do whatever it takes”: “faremo tutto ciò che serve”), l’espressione non è stata più rievocata, se non incidentalmente dallo stesso Roubini, salvo smentirsi ulteriormente.

Che in un 2014 iniziato all’insegna dell’ottimismo, ci sia un istituto che profetizzi un simile scenario ci spinge a restare allerti. Quanto accade in queste settimane sui mercati emergenti potrebbe realmente sfuggire di mano.

 

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