Come un programma TV ha cambiato l’umore sui mercati e come posizionarsi

E' bastato un faccia a faccia in TV tra i candidati alle elezioni in Francia per riportare un po' di buon umore sui mercati finanziari. Ma come bisogna posizionarsi?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
E' bastato un faccia a faccia in TV tra i candidati alle elezioni in Francia per riportare un po' di buon umore sui mercati finanziari. Ma come bisogna posizionarsi?

Il primo dibattito televisivo tra i cinque candidati alle elezioni presidenziali in Francia di lunedì sera è stato salutato positivamente dai mercati finanziari, che vi hanno visto un Emmanuel Macron preparato e una buona performance anche del conservatore François Fillon, le cui chances di arrivare all’Eliseo si stanno assottigliando ancora di più nelle ultime ore, dopo che la stampa francese ha pubblicato un articolo su un suo presunto incontro nel Libano con un uomo d’affari vicino al presidente russo Vladimir Putin. Da allora, i rendimenti sui titoli di stato francesi a 10 anni sono diminuiti di 9 punti base all’1,03%, quelli italiani sulla medesima scadenza sono passati dal 2,37% al 2,24% e lo spread BTp-Bund decennale è diminuito di 11 punti a 182. Nel frattempo, il cambio euro-dollaro si è stabilizzato ai massimi degli ultimi mesi, ovvero a ridosso di 1,08.

Quanto può essere indicativa una trasmissione politica sulle reali chances di questo o quel candidato? Stando alle recenti evidenze, abbastanza poco. Nei tre faccia a faccia tra Donald Trump e Hillary Clinton, andati in onda tra settembre e ottobre del 2016, la candidata democratica sembrava averli vinti tutti, addirittura, stracciando il tycoon nel primo dibattito, almeno stando agli analisti e sondaggisti. Sappiamo chi ci sia oggi alla Casa Bianca. (Leggi anche: Dove investire se in Francia vince Le Pen?)

Se vince Le Pen o Macron

Aldilà delle speculazioni, contano i fatti. Se si crede realisticamente a una vittoria di Macron (e perché no, persino a quella di Fillon), bisognerebbe “shortare” i Bund e puntare “long” su BTp, Oat ed euro, ovvero scommettere contro i titoli tedeschi e in favore di quelli francesi, italiani e della moneta unica. La ragione è semplice: vincendo Macron, il mercato tornerà a comprare Oat, BTp e a investire nell’Eurozona, mentre venderà Bund, acquistati negli ultimi mesi, in barba all’inflazione al 2,2% in Germania, solo per ripararsi contro i rischi geo-politici percepiti.

Di segno opposto il discorso, nel senso s’ipotizzi che vinca la Le Pen. In quel caso, bisognerebbe scommettere contro Oat, BTp ed euro, puntando sui Bund. Se la candidata euro-scettica dovesse davvero arrivare all’Eliseo, il mercato speculerebbe contro i titoli francesi, italiani e la moneta unica e comprerebbe ancora più titoli tedeschi. Discorso analogo per il comparto azionario: via da Parigi e Milano e puntare su Francoforte, se pensate che vinca Le Pen; trend opposto, se prevedete una vittoria di Macron o Fillon. (Leggi anche: Le Pen o Macron: e se il vero rischio della Francia fosse un altro?)

 

 

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Argomenti: Crisi Eurozona, Economie Europa, Francia