Un prestito su 4 è incerto in Italia, così le banche rischiano di saltare

Sono 348 miliardi i crediti dubbi erogati dalle banche italiane a imprese e famiglie, una montagna preoccupante ormai per qualsiasi analista.

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Sono 348 miliardi i crediti dubbi erogati dalle banche italiane a imprese e famiglie, una montagna preoccupante ormai per qualsiasi analista.

Valgono 348 miliardi i crediti deteriorati in Italia, corrispondenti al 23% del totale dei presti erogati dalle banche al 30 giugno di quest’anno, pari a 1.552 miliardi. Sono i dati snocciolati da Unimpresa e forniti con l’ultima pubblicazione della Banca d’Italia. Rispetto alla fine dello scorso anno, questi ultimi sono diminuiti di 4 miliardi (-0,26%), di cui 4,2 miliardi in meno alle imprese (-0,43) e 351 milioni in più alle famiglie (+0,06%). In totale, le sofferenze bancarie ammontano a 204 miliardi, i crediti scaduti a quasi 17 miliardi e gli incagli ad altri 127 miliardi. Nel dettaglio, le imprese non hanno rimborsato in tempo prestiti per 288 miliardi, mentre le famiglie per quasi 60 miliardi. Dall’inizio dell’anno alla fine del giugno scorso, i crediti deteriorati sono cresciuti di 8 miliardi (+2%), di cui 7,01 miliardi relativi alle imprese (+2,49%),

L’allarme Unimpresa sull’alto livello dei crediti dubbi

I prestiti complessivamente erogati alle imprese sono 983,8 miliardi, di cui il 29,4% dubbi. Le sofferenze risultano per 166,05 miliardi (16,9% dei prestiti), in aumento di 8,9 miliardi (+5,71%); i crediti scaduti ammontano a 11,3 miliardi (1,2% dei prestiti) e in aumento di 2,06 miliardi (+22,21%) dall’inizio dell’anno. Diminuiscono, invece, di 11,3 miliardi in 6 mesi a 695 miliardi i prestiti regolarmente rimborsati dalle imprese, definiti anche “in bonis”. Il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, si mostra molto preoccupato dal fenomeno, perché ritiene che sia stato sottovalutato 2-3 anni fa e spiega che servirebbe far partire subito un veicolo come la “bad bank”, dato che le autorità di regolamentazione e gli organismi internazionali stanno tutti lanciando l’allarme sulla montagna di debito spazzatura che rischia di seppellire l’economia italiana.      

La soluzione inaccettabile della bad bank

Quest’oggi è stato l’Economic Outlook dell’OCSE a spiegare che l’alto livello dei crediti deteriorati rappresenterebbe un freno alla crescita della nostra economia, perché farebbe venire meno il sostegno delle banche agli investimenti. Il mese scorso, l’FMI aveva valutato in 130 miliardi i minori prestiti erogati in Italia, a causa dell’alto livello delle sofferenze bancarie, pari all’8% del pil. In tutta l’Eurozona, sarebbero 600 miliardi i minori prestiti, pari al 6% del pil dell’area. Il governo italiano sta studiando come soluzione la cosiddetta “bad bank”, ovvero un’agenzia partecipata dallo stato per circa la metà del suo capitale e delle conseguenti esposizioni, che avrebbe come obiettivo di acquistare una sessantina di miliardi di crediti dubbi delle nostre banche, in modo da fornire certezze ai bilanci degli istituti, i quali a loro volta potrebbero tornare a fare prestiti. Tuttavia, la Commissione europea considera ultimamente tali espedienti aiuti di stato e ha avvertito il governo Renzi che solo con acquisti ai prezzi di mercato, ovvero scontando il rischio reale, l’operazione sarebbe compatibile con le norme di Bruxelles.

Ma se lo stato dovesse rilevare i crediti dubbi ai prezzi di mercato, non si vedrebbe il perché non lo possano fare già istituti privati. Da qui, l’evidenza che l’intervento statale sarebbe mirato a scaricare sul contribuente le perdite delle banche private, una scelta politicamente molto discutibile.  

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