Un italiano su quattro a rischio povertà: la triste mappa dell’Istat in cifre

Il 28% degli italiani è a rischio povertà. Nel 2016 il reddito medio delle famiglie era di 2.550 euro al mese ma al Sud la situazione resta preoccupante.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Il 28% degli italiani è a rischio povertà. Nel 2016 il reddito medio delle famiglie era di 2.550 euro al mese ma al Sud la situazione resta preoccupante.

Un altro schiaffo per l’Italia da parte dell’Istat. Più di un italiano su 4 è  a rischio povertà anche se rispetto al passato la forbice sembra essersi abbassata. Per quanto riguarda i redditi delle famiglie, nel 2016 la media era 2.550 euro al mese. Ad oggi le distanze tra le famiglie più o meno “ricche” sembrano essersi ridotte ma rimane importante il rischio di povertà o esclusione sociale.

1 italiano su 4 rischia la povertà ma i dati sembrano migliorati

Secondo gli ultimi dati Istat sulla povertà, 1 italiano su 4 è a rischio seppur in miglioramento rispetto al 2016. A mettere in luce una mappa italiana ricca di contraddizioni è lo studio “Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie”. In base all’indagine in oggetto il reddito medio delle famiglie era di 30.595 euro ossia 2.550 euro mensili senza considerare gli affitti figurativi. Rispetto al 2015 il potere d’acquisto delle famiglie era cresciuto nel 2016, questo grazie all’inflazione e il calo leggero dei prezzi che erano scesi dello 0,1%. Questo ha significato un aumento della disponibilità per le famiglie e di conseguenza una leggera crescita reddituale. In particolare, è stata riscontrata una riduzione del gap tra il reddito equivalente del 20% più ricco e di quello più povero. In sintesi si è registrato un aumento del 7,7% del reddito equivalente del 20% più povero della popolazione rispetto all’1,9% del reddito del più ricco. 

Chi sono e dove sono le famiglie a rischio povertà

Secondo i dati dell’Istat la maggior parte delle famiglie italiane non va oltre i 2.090 euro netti mensili di reddito, +2,3% rispetto al 2015, in particolare si è vista una crescita del +3,9% del Nord-est. In ogni caso i dati sembrano leggermente migliorati nel 2017 quando, secondo l’Istat, il 28,9% dei residenti si è trovato a rischio povertà contro il 30% del 2016. Si è ridotto anche il numero di persone che abitano in famiglie deprivate, 10,1% contro il 12,1% precedente.

Secondo i dati Istat la situazione peggiore si registra in Sicilia, Calabria e Campania, al contrario le regioni con i dati più bassi sono Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna. Al Sud la percentuale di povertà o esclusione sociale è al 44,4%, al Centro al 25%, al  Nord-ovest tra il 20,7% e il 21,0% e al Nord-est tra 16,1% e il 17,1%. Il divario tra meridione e resto d’Italia resta, dunque, importante. 

Quando si parla di povertà, in ogni caso, si fa riferimento ad alcuni fattori molto importanti. Si considera, in tutto questo, la difficoltà a pagare bollette, affitti o rate, la difficoltà a poter riscaldare l’abitazione e non essere in grado di sostenere spese impreviste di 800 euro. Nei fattori sono inclusi anche l’impossibilità a fare una vacanza all’anno, possedere un’auto, una lavatrice o addirittura non riuscire a fare un pasto decente ogni 2 giorni. 

Parlando in cifre si riporta come esempio un individuo che vive solo e guadagna 827 euro, oppure un nucleo di due persone con 1.241 o di tre persone con 1.654. Se in casa ci sono minori di meno di 14 anni, la cifra cambia e sono considerati a rischio povertà, ad esempio, famiglie con 2 adulti e un minore che guadagnano 1.489 euro mensili.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia