Un anno di cura Monti, industria in picchiata nel 2012

Tutti i settori economici hanno prodotto molto meno rispetto al 2011. Giù anche l'alimentare e il made in Italy

di Carlo Robino, pubblicato il
Tutti i settori economici hanno prodotto molto meno rispetto al 2011. Giù anche l'alimentare e il made in Italy

L’Istat ha pubblicato stamani i dati sulla produzione industriale in Italia nel mese di dicembre ed il quadro che emerge è quello di una crisi economica senza fine. Nonostante nell’ultimo mese dell’anno l’indice destagionalizzato sia aumentato dello 0,4% su base mensile, il saldo del 2012 è sconfortante: -6,2%. In termini di quantità di beni prodotti si tratta del livello più  basso almeno dal 1990. Insomma un anno di governo tecnico ha messo in ginocchio la capacità produttiva dell’Italia, sempre più soffocata dalle tasse. Scorrendo i parziali, si apprende che nel trimestre ottobre-dicembre la nostra industria ha registrato una flessione del 2,2% rispetto al trimestre precedente. L’Istat spiega che a contribuire alla contrazione dei volumi prodotti siano state in particolar modo le numerose imprese uscite dal mercato (Crisi senza fine e in Italia chiudono anche le aziende sane) e quelle maggiormente strutturate. Queste ultime – l’Istat cita la Fiat – hanno dovuto rallentare i ritmi di produzione costrette a lavorare ormai pochi giorni l’anno.

I numeri di un anno nell’austerity

Secondo gli indici corretti per gli effetti di calendario, a dicembre 2012, le variazioni anno su anno sono state negative le macro categorie dell’industria: le diminuzioni piu’ marcate riguardano i beni intermedi (-9,4%) e i beni di consumo (-7,7%), mentre reagiscono un pò meglio l’energia (-3,7%) e i beni strumentali (-2,5%). Nel confronto tendenziale si rilevano flessioni in tutti i settori dell’industria. Cali consistenti si rilevano nei comparti della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, degli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-16,8%), dell’industria del legno,carta e stampa (-11,4%), dell’attivita’ estrattiva (-10,8%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,7%). Se si guarda alla media annua, le contrazioni non fanno sconti neanche ai settori di maggior successo per l’economia italiana:  l’alimentare segna un -1,4% mentre il tessile made in Italy affonda a -9,4%.

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Argomenti: Crisi economica Italia