Ultimatum alla Grecia. Troika: “avete tre giorni per mostrare i risultati”. Spettro haircut all’orizzonte

La Troika detta un nuovo ultimatum alla disastrata Grecia e lega la concessione della nuova tranche di aiuti ai risultati raggiunti sull'attuazione del piano di austerity concordato

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La Troika detta un nuovo ultimatum alla disastrata Grecia e lega la concessione della nuova tranche di aiuti ai risultati raggiunti sull'attuazione del piano di austerity concordato

I tre ispettori della Troika (UE, BCE e FMI) avrebbero assegnato tre giorni di tempo al governo di Atene per dimostrare i risultati raggiunti. Lo confermerebbe un funzionario alla Reuters, secondo cui sarebbe pacifico che il governo debba dimostrare i progressi compiuti prima dell’Eurogruppo del prossimo lunedì. La notizia è uno scossone negli ambienti politici e finanziari, anche se già da ieri, dopo l’incontro tra il ministro delle Finanze, Yannis Stournaras, e i rappresentanti della Troika non c’era aria di ottimismo.

I funzionari si sarebbero mostrati delusi riguardo alla capacità dello stato di reperire maggiori risorse dalla tassazione, così come sul processo delle privatizzazioni.

 

Aiuti alla Grecia: in ballo c’è la tranche da 8,1 mld di euro

In ballo c’è una tranche da 8,1 miliardi di euro, che rientra nel secondo piano di aiuti da 130 miliardi, approvato alla fine del 2012. Secondo la stampa greca, non si può escludere che la Troika decida di rateizzare la tranche in tre stanziamenti mensili, in modo da monitorare di volta in volta i progressi sul fronte delle riforme chieste ad Atene.

Di positivo in questo quadro c’è solo l’annuncio di ieri che la filiale del gasdotto Depa, Desfa, è stata privatizzata. Poca roba, perché il piano delle privatizzazioni è in altissimo mare. Tanto che il ministro dell’Economia, Kostis Chatzidakis, intervistato dal quotidiano tedesco “Die Welt”, ha auspicato che dopo le elezioni federali in Germania di settembre, l’Europa si mostri più solidale con la Grecia, acconsentendo a un nuovo taglio del debito nominale ellenico (“haircut”), dopo quello attuato circa 15 mesi fa.

Lo stesso ministro ha affermato che il suo paese mostrerebbe segni di miglioramento, nel senso che la situazione sarebbe oggi migliore di quella dell’estate scorsa, quando il governo Samaras entrò in funzione, anche se ciò non significa che le cose vadano bene, ha continuato.

 

Un nuovo haircut sul debito?

Tuttavia, la questione di un eventuale secondo “haircut” è ora più politica che finanziaria. La scorsa settimana, il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, aveva smentito una tale ipotesi, parlando di “fraintendimento”.

In effetti, dopo l’abbattimento del 53,5% del valore nominale dei titoli di stato ellenici e il piano di riacquisto sul mercato per circa 11 miliardi di euro, la quasi totalità del debito greco è nelle mani di creditori pubblici, in particolare, della BCE. Ciò implica che dovrebbe essere Francoforte a subire le ulteriori perdite, come fosse un creditore privato. Ma la misura cozzerebbe col mandato dell’istituto, che gli vieta la monetizzazione del debito di uno stato membro. Il no della potente Bundesbank sarebbe scontato, anche trovando l’escamotage di una cessione dei titoli all’ESM, che si accollerebbe le perdite del taglio.

 

Pil Grecia: situazione sempre più grave

I dati dell’economia reale ellenica continuano, intanto, ad essere drammatici. La disoccupazione è passata in meno di quattro anni dal 7,4% al 27%, mentre il 22% delle famiglie e il 24% dei bambini vivono oggi sotto la soglia di povertà. Sono senza lavoro 1.320.000 persone, mentre altri 485 mila non hanno più alcun sussidio di disoccupazione, avendone già usufruito per due anni. Il pil è già crollato del 26% dai livelli pre-crisi, vicino al -29% registratosi per la Grande Depressione del ’29.

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