UE: abbassare i costi delle carte di credito. Mastercard si oppone subito

La Proposta della Commissione UE è finalizzata ad incentivare l'uso dei pagamenti elettronici. Le società emittenti vanno subito sulle barricate e si appellano alla necessità di non tornare all'incentivazione del contante

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Proposta della Commissione UE è finalizzata ad incentivare l'uso dei pagamenti elettronici. Le società emittenti vanno subito sulle barricate e si appellano alla necessità di non tornare all'incentivazione del contante

La Commissione europea ha approvato oggi una direttiva che fissa limiti ai costi extra per i pagamenti elettronici (carte di debito e carte di credito). Trattasi delle spese aggiuntive che gli istituti bancari si scaricano tra di loro e che comportano un aumento dei costi a carico del consumatore. Secondo lo schema della Commissione, il limite a tali costi dovrà essere pari allo 0,2% della transazione per le carte di debito (bancomat) e dello 0,3% per quelle di credito. Per un periodo transitorio di 22 mesi, tali limiti saranno operativi solo per i pagamenti transnazionali, mentre successivamente si applicheranno anche alle transazioni domestiche.

 

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Bruxelles intende porre un freno alla consuetudine, specie nell’ambito dell’acquisto dei biglietti aerei online, di applicare costi aggiuntivi per i titolari di alcune carte, così come alla tendenza di molti commercianti di non accettare tutte le carte di credito. Diventa, infatti, obbligatorio per loro l’accettazione di tutte le carte.

Tuttavia, i diretti interessati non la pensano come il commissario al Mercato interno, Michel Barnier, che in sintonia con il collega alla Concorrenza, Joachim Almunia, ha respinto le critiche di quanti ritengono che questa direttiva scarichi diversamente sui consumatori gli oneri. Il costo dei pagamenti elettronici ammonta all’1% del pil europeo, spiega Barnier, pari a 130 miliardi di euro, un livello insostenibile per il mercato. Con la direttiva si pensa di potere ridurre tali spese di 750 milioni di euro, attraverso un taglio ai costi che oggi arrivano fino all’1,5% della transazione.

 

L’opposizione di Mastercard

Ma secondo il presidente di Mastercard Europe, Javier Perez, pur condividendo gli obiettivi della Commissione, la norma che limita i costi interbancari e quella che obbliga i commercianti ad accettare tutte le carte di credito potrebbero rappresentare un ostacolo alla concorrenza, trasformandosi in un maggiore onere per i consumatori. I quali, da un lato si vedrebbero applicare minori costi aggiuntivi da parte degli istituti, ma rischiano di dovere pagare canoni più salati per il mantenimento della carta (da 6 a 10 euro in più per Edgar, Dunn & Co), cosa che incentiverebbe l’uso del contante e non dei pagamenti elettronici.

Dalla direttiva non vengono toccate Diners, American Express e Paypal, che utilizzano uno schema diverso di pagamento. Difficile anche che subiscano danni dall’obbligo di accettazione di tutte le carte anche Visa e Mastercard, che insieme fanno il 96,8% del mercato.

Proprio nei giorni scorsi, uno studio di I-Com aveva evidenziato che l’utilizzo di 10 milioni di carte di credito in più in Italia produrrebbe un calo dell’evasione fiscale del 3,6% e un contestuale maggiore gettito per lo stato di 5 miliardi di euro. Se, poi, questo aumento di carte di credito fosse accompagnato da un minore prelievo medio di 15 euro presso gli ATM, la minore evasione fiscale ammonterebbe a 15 miliardi.

Tuttavia, il presidente di I-Com, Stefano da Empoli, è critico anch’egli verso la direttiva e invita a prendere esempio da Corea del Sud e Argentina, dove i benefici nell’utilizzo dei pagamenti elettronici sono stati visibili per i consumatori, grazie a una politica di defiscalizzazione.

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Argomenti: Economia Italia, Economie Europa

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