Ubs avverte: non sottovalutate la Grexit, le banche dell’Eurozona rischiano il collasso

Ubs ammonisce contro il rischio contagio derivante dalla Grexit. A rischiare di saltare sarebbero le banche dell'Eurozona.

di , pubblicato il
Ubs ammonisce contro il rischio contagio derivante dalla Grexit. A rischiare di saltare sarebbero le banche dell'Eurozona.

Mentre Barclays sostiene che il rischio di un’uscita della Grecia dall’euro sia ora più alto che mai, ieri sera è stata emessa una nota dal colosso elvetico Ubs, che ha lanciato un allarme su quella che ritiene essere la sottovalutazione dei rischi che un tale scenario comporterebbe per il resto dell’Eurozona. Secondo l’istituto, ci sarebbe oggi la convinzione che nel caso di una Grexit, il contagio verso gli altri membri dell’unione monetaria sarebbe minimo, a differenza di quanto si temeva tra il 2011 e il 2012. In effetti, si legge, a guardare i dati economici, s’intuirebbe che la Grecia è gravata oggi da gravi problemi fiscali, che nel resto dell’Eurozona sono meno accentuati. Ciò dovrebbe impedire che la dipartita dall’euro di Atene abbia ripercussioni negative anche sul mercato dei bond dei membri rimasti nell’unione monetaria.

Non fidatevi dei rendimenti bassi dei bond

Tuttavia, Ubs chiarisce che avrebbe poco senso fare affidamento sui rendimenti dei bond per valutare i fondamentali delle economie, trovandoci in una fase di repressione finanziaria e di politiche di “quantitative easing”. In sostanza, stando alla banca elvetica, il mercato dei  bond sarebbe “drogato” dall’eccesso di liquidità e non rispecchierebbe i rischi reali.   APPROFONDISCI – La bolla degli assets preoccupa Zulauf: mercati mai distorti come ora, rischio Grexit  

Banche Eurozona a rischio

Ma il vero contagio, spiega, potrebbe non riguardare i titoli di stato, bensì il settore bancario. Se la Grecia esce dall’euro, s’infrange il tabù dell’indissolubilità dell’Eurozona e i cittadini dei paesi maggiormente a rischio potrebbero iniziare a temere di tornare alla vecchia moneta nazionale, chiaramente deprezzata rispetto all’euro. Sarebbe, quindi, razionale ipotizzare di ritirare i depositi bancari per convertirli in asset fisici, come potrebbe essere l’oro, dato che i soldi in banca sarebbero convertiti nella nuova valuta. Oppure, potrebbero optare per portare i propri risparmi presso le banche dei paesi forti dell’Eurozona, quelli che non rischiano la cacciata dall’euro. Se questo accadesse, le banche si troverebbero a fronteggiare enormi deflussi di capitali e pur solventi, esse potrebbero essere travolte dalla crisi di fiducia dei risparmiatori verso la permanenza nell’unione monetaria. Ci sarebbe, insomma, un run bancario, la cosiddetta corsa agli sportelli, anche se al giorno d’oggi, con l’online banking, è improbabile che si verificherebbero grosse file davanti alle filiali degli istituti anche nel caso più drammatico, essendo alla portata di (quasi) tutti la possibilità di spostare il proprio conto con un clic del mouse. Ubs chiarisce che l’uscita della Grecia dall’euro non sarebbe lo scenario di base delle sue previsioni, anche se le difficoltà crescenti di queste settimane da parte di Atene nell’onorare le scadenze e le distanze con i creditori sulle riforme non escludono tale esito.   APPROFONDISCI – Grexit, ecco perché all’Eurozona converrebbe l’uscita di Atene dall’euro  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,