Twiga Otranto: alla fine Briatore resta solo sui cartelloni, stagione praticamente saltata

Il Tribunale del Riesame boccia la richiesta di dissequestro dell'area Cerra che avrebbe dovuto essere Twiga ma non lo sarà (probabilmente) mai

di Enzo Lecci, pubblicato il
Il Tribunale del Riesame boccia la richiesta di dissequestro dell'area Cerra che avrebbe dovuto essere Twiga ma non lo sarà (probabilmente) mai

La decisione del Tribunale del Riesame di Lecce di rigettare la richiesta di revoca del sequestro del cantiere del Twiga di Otranto, potrebbe aver chiuso definitivamente la strada al tentativo di sbarco in Salento di Flavio Briatore. Con l’area che resta sotto sequestro, pensare di completare i lavori prima dell’avvio della stagione turistica è praticamente quasi impossibile. La richiesta di revoca, bocciata dai giudici lo scorso venerdì, era stata avanzata dai legali della società Cerra srl, rimasta da sola a gestire la patata bollente dopo che Flavio Briatore in persona aveva annunciato il passo indietro del suo brand pochi giorni dopo il sequestro del cantiere avvenuto lo scorso 15 maggio.

La decisione del Tribunale del Riesame conferma la necessità, emersa già dopo i primi accertamenti, di approfondire il discorso relativo ai presunti abusi compiuti sull’area demaniale interessata ai lavori. Ricordiamo che l’ipotesi dell’accusa è che i lavori realizzati per conto di Cerra siano stati difformi rispetto a quello che era previsto dalle autorizzazioni. In particolare, secondo la Procura, strutture come la piscina, il solarium e la stessa area di parcheggio non possono essere realizzate su un’area che lo stesso Piano regolatore di Otranto classifica come agricola.

L’inchiesta, lo rammentiamo, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati del presidente della società Cerra, Mimmo De Santis, attuale numero uno di Federalberghi Lecce, e del progettista Pierpaolo Cariddi, fratello del sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, e a sua volta candidato sindaco nelle elezioni che si terranno tra poche settimane nella Città dei Martiri.

Otranto non Twiga più

Ma come resta ora del progetto del Twiga Otranto alla luce della recente decisione del Tribunale per Riesame di Lecce? Allo stato attuale dei fatti la sola parte visibile di quello che avrebbe dovuto essere il Twiga è rappresentata dai grandi cartelloni pubblicitari che, dall’Aeroporto di Brindisi alle strade del Salento, annunciavano l’arrivo ad Otranto del celebre marchio. Tali cartelloni, per la verità oramai impolverati, sono la sola testimonianza di quello che, nelle intenzioni dei promotori, doveva essere il sogno dello sbarco dell’extra lusso in Salento. Per il resto quello che resta sono solo scheletri architettonici come le sagome delle costruzioni presenti nell’area Cerra e scheletri giuridici come i preliminari di contratto siglati tra la stessa Cerra e i 60 lavoratori che al Twiga Otranto avrebbero dovuto prestare servizio questa estate.

Indipendentemente da quelli che saranno gli esiti dell’inchiesta della Procura della Repubblica, se anche i lavori in area Cerra dovessero riprendere, il marchio Twiga sarebbe solo un lontano ricordo. Sul divorzio dagli imprenditori salentini, infatti, Flavio Briatore è stato categorico. Del resto sono stati poi gli stessi ex soci leccesi ad affermare che il noto manager è comunque libero di abbandonare il progetto essendo venuti meno anche i presupposti di collaborazione (Briatore scaricato dagli imprenditori salentini: Twiga Otranto, nuova puntata).

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Famiglie, Inchieste Politiche, Politica