Tutti gli enigmi della FED: dallo stop al QE3 alla successione di Ben Bernanke

La fine del quantitative easing potrebbe avvenire in estate, anche se la possibile successione di Bernanke lascia intravedere una politica ancora molto accomodante per lungo tempo

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Qualche settimana fa, il governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, è stato chiarissimo: il piano di allentamento monetario, noto come “quantitative easing 3” o QE3, potrebbe essere interrotto prima del previsto (Si è fatta ora, signori: la Fed prepara la sua uscita dal programma di quantitative easing)

Esso consiste nell’acquisto di asset pubblici e privati, tra Treasuries e bond immobiliari, per 85 miliardi di dollari al mese. Una iniezione di liquidità sui mercati finanziari, che ha comportato in quattro anni e mezzo qualcosa come 2.500 miliardi di dollari in più di carta in circolazione, sebbene quasi dello stesso importo si sia registrato un eccesso di depositi sugli impieghi. Il canale pubblico ha spiazzato il privato, per essere chiari. Ecco, perché l’inflazione non è ancora salita.

 

Tasso disoccupazione Usa in calo

Ma la disoccupazione è in calo al 7,5% e la ripresa del comparto immobiliare, artefice della crisi dei mutui subprime, si sta irrobustendo, tanto che gli analisti prevedono, sulla base dello studio dell’andamento dei payroll, che già a inizio del 2014, il mercato del lavoro potrebbe stabilizzarsi.

Certo, siamo ancora lontani dai target fissati dalla Fed quali obiettivi di politica monetaria: il QE3 dovrebbe proseguire fintanto che il tasso di disoccupazione non sarà superiore al 6,5% e il tasso di inflazione non supererà il 2,5%.

Ad oggi, il mercato del lavoro è distante dal target e anche l’inflazione non sembra volere rialzare la testa nei prossimi mesi. E, tuttavia, in seno al FOMC, il braccio operativo dell’istituto, si levano voci contrarie e preoccupate per il mantenimento di misure così accomodanti per un periodo tanto prolungato, con il rischio di drogare il mercato di liquidità e di riprodurre le cause che hanno portato al fallimento di Lehman Brothers e a quello che ne conseguì, vale a dire un indebitamento spinto di famiglie e imprese.

A destabilizzare le previsioni degli investitori e degli analisti ci sarebbe non solo la dichiarazione di Bernanke di qualche settimana fa, bensì pure il possibile avvicendamento al vertice della Fed. Al simposio consueto dei banchieri centrali più importanti del pianeta, che si tiene ogni anno nella cittadina di Jackson Hole, quest’estate non ci sarà proprio il padrone di casa, il quale avrebbe esternato la sua volontà di lasciare la guida della banca centrale americana, per tornare a fare il Professore all’Università di Princeton, come fino agli inizi degli anni Duemila.

 

Janet Yellen al posto di Ben Bernanke

Al suo posto, pare che possa succedergli il vice-governatore Janet Yellen, 66 anni, che ha la fama di essere una fautrice delle misure ultra-espansive di questi ultimi anni. Non è un caso che lo stesso Barack Obama la preferirebbe, avendo il potere di nominare un governatore vicino al suo schieramento. Bernanke, infatti, è ufficialmente un repubblicano, già consigliere di George W.Bush e nominato da questi quasi otto anni fa, per quanto criticatissimo proprio dalla destra, che lo ha definito persino un “terrorista” che stampa moneta.

In teoria, avrebbe a disposizione un terzo mandato e Obama non glielo negherebbe, se fosse disponibile a ricandidarsi. Ma Bernanke o Yellen, una svolta repentina di politica monetaria sembra improbabile, anche perché sul fronte dei prezzi non si registrano focolai di tensione.

Il pericolo è che gli USA possano essere trascinati tra qualche anno in un baratro iper-inflazionistico, quando il mercato borsistico invertirà la tendenza, magari proprio in vista di un freno alle misure di QE3. A quel punto, la sbornia da investimento facile e a basso rischio cesserà, le banche torneranno a prestare denaro a famiglie e imprese (-20 mila miliardi di dollari, rispetto ai livelli pre-crisi), immettendo in circolazione quel denaro che ad oggi rimane parcheggiato nei loro caveau, in attesa che gli impieghi tornino ad essere remunerativi.

Allora, gli effetti espansivi del QE3 di Bernanke si noteranno in un solo colpo e i prezzi potrebbero subire destabilizzazioni.

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