Turisti e spesa in calo quest’estate, la crisi arriva sui tavoli dei ristoranti

Arrivi dall'estero quasi azzerati e i vacanzieri nazionali non hanno potuto compensarli, risultando essi stessi in calo. E si riduce anche la spesa media.

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Arrivi dall'estero quasi azzerati e i vacanzieri nazionali non hanno potuto compensarli, risultando essi stessi in calo. E si riduce anche la spesa media.

E’ un’estate anomala quella di quest’anno. Chissà di quanti decenni bisognerebbe tornare indietro con la memoria per ritrovarsi un’Italia senza turisti stranieri. L’emergenza Covid ne ha azzerato gli arrivi, a causa delle frontiere chiuse fino a inizio luglio e per la cautela con cui un po’ in tutto il mondo le persone si stanno approcciando alle vacanze in questi mesi delicati di crisi sanitaria non ancora cessata. Un sondaggio condotto da Ixè per Coldiretti nei giorni scorsi ha trovato che gli italiani che sono andati in vacanza sono stati 34 milioni, il 13% in meno rispetto al 2019.

Turismo in crisi e l’autolesionismo dell’Italia in pieno Covid

E già questo dato sconfessa quella percezione per cui tutta Italia sia andata in ferie, come e più degli anni passati, riuscendo grosso modo a rimpiazzare i turisti stranieri rimasti nei loro paesi. Non solo non è così, ma risulterebbe di molto diminuita anche la spesa media: 588 euro, -25%. Questo dato è il frutto di forti differenze tra le diverse fasce dei turisti. La metà avrebbe speso meno di 500 euro a testa, il 34% tra 500 e 1.000 euro, il 12% tra 1.000 e 2.000 euro, il resto più di 2.000 euro.

Con numeri così in picchiata, a pagare il conto sono i ristoranti. La spesa media effettuata per i pasti dai turisti crollerebbe, infatti, del 30% e scenderebbe sotto i 20 miliardi di euro, interrompendo una crescita che andava avanti da un decennio. Oltre alle minori presenze, pesa anche il fatto che gli stranieri siano coloro che spendono di più per consumare i pasti in Italia durante le vacanze. Un po’ per assaporare i nostri cibi, un po’ perché cercano una maggiore qualità e sono disposti a pagare di più per averla.

Flop bonus vacanze

Gli italiani questa estate, invece, per una buona parte (25%) hanno optato per rimanere nei paraggi del proprio luogo di residenza, perlopiù nella stessa regione. In molti casi, poi, hanno scartato gli alberghi, preferendo alloggiare presso sistemazioni di amici e parenti o ricorrendo alle proprie seconde case. E’ un’Italia che si arrangia quella che emerge da questa foto scattata da Coldiretti/Ixè. Vacanze sì, insomma, ma all’insegna del risparmio e della prudenza.

Questi numeri, però, fotografano la realtà fino a fine agosto. Sappiamo che molti hanno deciso di partire tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. Non c’è da attendersi chissà quale boom, anche perché a breve si dovrà tornare un po’ tutti al lavoro e le scuole riapriranno, vuoi normalmente o tramite la didattica a distanza. Per contro, restano poco utilizzati i bonus vacanze. Ad oggi, sarebbero stati richiesti 1 milione e 350 mila volte e per un controvalore di 600 milioni. Tuttavia, quelli effettivamente utilizzati si sarebbero fermati a soli 420 mila.

Questo significa che quasi un milione di italiani ha già fatto richiesta del bonus vacanze, ma intende usarlo dopo agosto, anche perché c’è tempo fino alla fine dell’anno per farlo. A questo punto, Covid permettendo, probabile che molti ne approfitteranno per trascorrere qualche giorno fuori casa in pieno autunno o per andare in vacanza nel periodo (pre-)natalizio. Ad ogni modo, non erano questi i numeri a cui il governo puntava per smuovere il turismo. Ma c’è ancora tempo per scaricare l’app con cui richiedere il voucher. Chissà che molti non lo faranno dopo l’estate.

Il bonus vacanze a luglio è stato un flop annunciato, ecco i motivi 

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