Turisti bloccati all’estero: fioccano le disdette delle prenotazioni, anche se l’Italia è meta sicura

Le scene dei turisti bloccati all'estero stanno impressionando gli italiani, che temono disagi e costi a causa della recrudescenza pandemica.

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Turisti bloccati a causa del Covid

Stanno facendo impressione le immagini dei turisti italiani, tutti giovanissimi, bloccati all’estero a causa del Covid. Che si tratti di Dubai, Malta o Grecia, la recrudescenza della pandemia sta riaccendendo l’allarme sanitario. Si pensava e sperava che questa sarebbe stata l’estate del rilancio del turismo, ma i numeri più recenti ci segnalano il contrario. Secondo la Federazione italiana associazioni imprese di viaggio e turismo (Fiavet), la scorsa settimana le prenotazioni hanno registrato un crollo del 50%.

Sta accadendo che chi stesse per prenotare, ora sta rinviando il viaggio in programma e chi avesse già prenotato, ha provveduto in molti casi alla cancellazione. Del resto, non è solo un problema psicologico. Molte località turistiche si stanno vedendo costrette a reintrodurre alcune restrizioni come il coprifuoco. Non si può uscire dalle ore 1 alle ore 6 di notte in mete come Mykonos e Barcellona. Il boom dei contagi, trainati dalla variante Delta, ha fatto scattare l’allarme persino tra i governi più proni a sostenere il turismo in ogni modo.

Turisti bloccati e incognita colori delle regioni

I possibili disagi sarebbero parecchi, come stanno vivendo sulla loro pelle le famiglie dei turisti bloccati all’estero. Anzitutto, il rischio di doversi sottoporre a quarantena nel caso si risulti positivi o a contatto con positivi. In molti casi, significherebbe allungare la permanenza nella località vacanziera, con inevitabile aggravio dei costi. Secondariamente, l’assistenza medica: non è scontato che venga praticata in assenza di apposite convenzioni con l’Italia. E, soprattutto: attenzione a dove andiamo. Farsi curare in un ospedale pubblico del terzo mondo non è certo la stessa cosa che ricevere le cure dell’eccellente sanità italiana.

L’Italia è tra le mete turistiche più sicure al mondo. Lo dicono i dati. Abbiamo relativamente pochi contagi e ricoveri ancora calanti. Eppure, l’informazione rischia di provocare danni al settore dell’accoglienza, anche domestico. Si teme che alcune regioni passino in giallo già tra una settimana. Sarebbero, anzitutto, Sardegna, Sicilia, Campania, Lazio e Veneto. L’incertezza e la confusione sul tema stanno dissuadendo molti italiani, ancor prima che stranieri, a prenotare per fine luglio e agosto. Tra i dubbi ci sono quelli relativi a possibili coprifuoco, a restrizioni nei movimenti e ai controlli a cui sottoporsi all’ingresso e/o in uscita dalle località di vacanza. Attenzione a soffiare sul fuoco dell’allarmismo. Quel PIL a +5% stimato dalla Commissione per l’Italia quest’anno dipenderà in grossa parte proprio dalla riuscita della stagione estiva.

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