Lira turca ai minimi storici, rialzo tassi in vista anche a gennaio

Lira turca a nuovi minimi storici. Il rialzo dei tassi a gennaio potrebbe rendersi necessario, a causa di un'inflazione tornata a salire.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lira turca a nuovi minimi storici. Il rialzo dei tassi a gennaio potrebbe rendersi necessario, a causa di un'inflazione tornata a salire.

La lira turca continua a scivolare sui mercati valutari, scendendo ieri a nuovi minimi storici, arrivando a scambiare a 3,64 contro il dollaro e segnando così un calo del 3% dall’inizio del 2017. Su base annua, parliamo di un crollo del 36,5%. Un pessimo inizio di anno per la Turchia, che ha esordito con un attentato sanguinario a Istanbul e un altro ieri a Smirne, entrambi di matrice islamista, che rischiano di provocare all’economia nazionale più danni di quanti non ne abbia bisogno. Nonostante il tracollo della lira, infatti, il 2016 ha segnato un calo dello 0,8% per le esportazioni turche, pari a 142,6 miliardi di dollari.

A provocare il lieve arretramento sarebbero state le tensioni geo-politiche in Iraq, Siria e Libia, verso i quali si sono registrate minori esportazioni per 3,7 miliardi. Anche il contestuale crollo della sterlina contro il dollaro avrebbe reso meno convenienti le esportazioni di Ankara verso il Regno Unito. (Leggi anche: Lira turca in caduta libera, la strage di Istanbul accelera la crisi del turismo)

Inflazione accelera

A fronte di questi numeri, il valore delle importazioni rischia di impennarsi, non solo per l’effetto cambio, ma anche per via del boom dei prezzi del greggio, quasi raddoppiati su base annua. I turchi importano il 90% dell’energia che consumano, per cui l’impatto sui prezzi si sta già traducendo in un’impennata: +8,53% l’inflazione annuale a dicembre, oltre il 3,5% rispetto al target massimo tollerato dalla banca centrale, che non centra l’obiettivo ormai dal lontano 2011.

Per questo, tutto depone per un secondo rialzo dei tassi, dopo quello di novembre, che è stato anche il primo dal gennaio 2014. L’economia turca non può permettersi un crollo della lira di queste dimensioni, né un’ulteriore fase di indebolimento. Secondo la banca centrale di Ankara, al 30 settembre scorso le società non finanziarie detenevano passività in dollari per 213 miliardi, quasi il 30% del pil (meno del 25%, se si considerano i nuovi dati sul pil, basati su una rivalutazione a ritroso). (Leggi anche: Turchia, fallito golpe costato 100 miliardi)

 

 

 

Possibile nuovo rialzo dei tassi a gennaio

Gran parte di questi debiti in valuta straniera appartengono a società attive nel settore delle costruzioni e nei servizi, ovvero a due dei principali settori economici, in termini di dimensioni rispetto al pil. Peraltro, proprio la mancanza di prospettive di stabilizzazione del cambio stanno spingendo negli ultimi mesi tali società ad acquistare dollari per tutelarsi da un eventuale ulteriore indebolimento della lira, ma finendo così per provocarlo.

Il deterioramento delle partite correnti è un fatto allarmante per un’economia, che vanta già il primato negativo del più ampio disavanzo tra i paesi emergenti. Nessun recupero sarebbe possibile per la lira, senza che la fuga dei capitali si arresti e che la bilancia commerciali si stabilizzi. Per questo, il prossimo 24 gennaio, quando si terrà il primo board dell’anno della banca centrale, tra le opzioni vi sarà un secondo rialzo dei tassi, che sia in grado di segnalare ai mercati l’intenzione dell’istituto di contrastare la debolezza del cambio e la risalita dell’inflazione. (Leggi anche: Erdogan detta la linea alla banca centrale: taglio dei tassi e lira più debole)

Si tratterebbe di una mossa sgradita al presidente Erdogan e al suo governo, ma necessaria per ripristinare quella fiducia minima per fare tornare i capitali o per almeno arrestarne i deflussi. D’altronde, dalle elezioni USA, i rendimenti dei titoli di stato a due anni sono cresciuti di 126 punti base al 10,60% e quelli decennali di quasi 100 bp all’11,05%.

 

 

 

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Argomenti: Crisi paesi emergenti, Crisi turca, economie emergenti, lira turca, valute emergenti