Turchia, la lira si rafforza dopo l’incontro tra Erdogan e Basci. Distensione sui tassi

Dopo l'incontro tra il presidente Erdogan e il governatore Erdem Basci, ci sarebbe in Turchia una tregua sui tassi e la lira ne sta beneficiando, così come i bond governativi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Dopo l'incontro tra il presidente Erdogan e il governatore Erdem Basci, ci sarebbe in Turchia una tregua sui tassi e la lira ne sta beneficiando, così come i bond governativi.

La lira turca si allontana anche oggi dalla soglia di 2,60 contro il dollaro e scende a un cambio di 2,5917 in mattinata, dopo che nella seduta del 6 marzo aveva toccato il suo minimo storico di 2,6475. Dall’inizio dell’anno, la valuta della Turchia ha comunque perso il 10% contro il biglietto verde e mediamente il 6% contro tutte le valute. Ma per la prima volta dopo 7 giorni, ieri sono diminuiti anche i rendimenti dei titoli di stato a 2 anni, segno che la riunione di mercoledì tra il presidente Erdogan e il governatore Erdem Basci avrebbe avuto un effetto tonificante per la fiducia dei mercati.   APPROFONDISCI – Turchia, la lira recupera sull’atteso incontro tra Erdogan e il governatore Basci   Basci si è presentato al palazzo presidenziale con 130 slides, attraverso le quali ha voluto chiarire a Erdogan la sua linea di politica monetaria. Da mesi vi è in atto un durissimo scontro tra i due, con il governo a gettare benzina sul fuoco, definendo il governatore un “codardo” e chiedendogli di tagliare i tassi molto più di quanto non abbia già fatto. Il presidente era arrivato a palesare in pubblico il suo dubbio su una sorta di “lobby dei tassi”, che starebbe dietro alle scelte della banca centrale, tanto che gli investitori hanno iniziato a fuggire da Ankara, spaventati dal fatto che Basci fosse costretto a rendere più conto alla politica che mirare alla stabilità dei prezzi.   APPROFONDISCI – Turchia: la lira resta ai minimi storici, cresce lo scetticismo degli investitori  

Scontro su tassi Turchia

Dietro agli attacchi di Erdogan c’è la figura del consigliere Yilit Bulut, il quale sostiene che e scelte sui tassi debbano basarsi su una non meglio precisata teoria della produzione. Il ragionamento sarebbe questo: tassi più alti disincentivano gli investimenti, quindi, riducono la produzione e ciò fa alzare i prezzi, perché l’offerta resta bassa. Da qui, la richiesta di tassi più bassi per contrastare l’inflazione e ravvivare l’economia. Ma i consiglieri più pragmatici avrebbero convinto Erdogan della teoria fallimentare di Bulut e, in particolare, del fatto che gli attacchi reiterati contro Basci avrebbero sortito l’effetto opposto di indebolire il cambio, di far crescere così l’inflazione e ridurre gli spazi di manovra del governatore sui tassi, che comunque sono stati tagliati negli ultimi 2 board.   APPROFONDISCI – Turchia, nuovo record minimo per la lira. Il governo diviso chiede le dimissioni di Basci  

La distensione

Dopo l’incontro, tenutosi alla presenza del vice-premier Alì Babacan, un sostenitore dell’indipendenza della banca centrale, Erdogan ha emesso un comunicato in cui ha ribadito l’autonomia delle scelte dell’istituto e il ministro dell’Economia, Nihat Zeybekci, altro feroce oppositore di Basci, ha chiarito che “si possono avere idee divergenti, ma l’autonomia della banca centrale è fuori discussione”. Per questo, gli analisti si attendono adesso che la prossima settimana, la banca centrale possa prendersi una pausa e non tagliare ancora i tassi, lasciando quelli di riferimento al 7,5%, quando l’inflazione a febbraio è salita al 7,6%, anche se quella “core” è scesa per il settimo mese di fila. Semmai, se la lira si stabilizzasse, Basci tornerà a toni e interventi più accomodanti già in aprile, sperando che nel frattempo la crescita dei prezzi sia rallentata, tendendo  all’obiettivo del 5%. Per un taglio dei tassi spingono anche il -2,2% della produzione industriale a gennaio e la crescita del pil attesa al 3,1% nel 2015, quando nei primi 5 anni dell’era Erdogan, l’economia crebbe mediamente del 7%. E le elezioni politiche di tengono a giugno.   APPROFONDISCI – Turchia, ecco perché lo scontro violento sui tassi andrà avanti fino a giugno  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economie Asia, lira turca, tassi Turchia