Turchia, la lira segna un nuovo crollo record alla vigilia della riunione sui tassi

La lira turca crolla a un nuovo minimo record. Domani si riunisce il board della banca centrale, ma i tassi dovrebbero essere lasciati fermi.

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La lira turca crolla a un nuovo minimo record. Domani si riunisce il board della banca centrale, ma i tassi dovrebbero essere lasciati fermi.

Nuovo record negativo per la lira turca, che scende nel primo pomeriggio di oggi a un cambio minimo record di 2,86 contro il dollaro, in calo dell’1% rispetto alla seduta precedente e del 24% da inizio anno e su base annua. A scatenare le vendite è la prospettiva di nuove elezioni, dopo che il premier Ahmet Davutoglu ha dichiarato fallite le trattative per formare un governo di coalizione con almeno un altro partito, oltre all’Akp. A questo punto, salvo miracoli dell’ultimo minuto, considerati poco probabili per la volontà mostrata da parte del presidente Erdogan di tornare alle urne, il paese potrebbe trovarsi con un governo provvisorio almeno fino a tutto il mese di novembre, visto che si voterebbe solo a partire dalla terza domenica tra 3 mesi. Al contrario, ad Ankara servirebbe lucidità e un esecutivo stabile per affrontare i problemi del rallentamento della crescita, fattore comune in questa fase a gran parte delle economie emergenti, dell’alta inflazione e del forte passivo delle partite correnti.   APPROFONDISCI – La Turchia verso il voto anticipato, la lira crolla ai minimi storici  

Domani la riunione della banca centrale

La Borsa di Istanbul ha perso il 20% dall’inizio dell’anno. Il paese ha approfittato poco del tracollo dei prezzi energetici, visto che l’inflazione è ancora nettamente al di sopra del target della banca centrale, pari al 5% annuo. Domani, l’istituto si riunisce sotto il governatore Erdem Basci per decidere cosa fare con i tassi. E’ attesa un’indicazione della semplificazione annunciata dal governatore, il quale ha fatto presente qualche settimana fa che il corridoio dei tassi, introdotti 5 anni fa, sarà probabilmente eliminato e sostituito con un unico tasso di riferimento, ma senza impattare in una direzione o l’altra la politica monetaria turca.   APPROFONDISCI – La Turchia eliminerà il corridoio dei tassi, l’annuncio di Basci  

Tassi Turchia, è scontro

Del resto, la crisi della lira rende altamente improbabile un taglio dei tassi, nonostante la decelerazione dell’inflazione.

Ma nemmeno un aumento dei tassi appare realistico, non perché non sarebbe necessario, ma a causa delle forti pressioni politiche in senso opposto. Il ministro dell’Economia, Nihat Zeybecki, pretenderebbe un taglio al 6% dal 7,50% attuale, così come il presidente Erdogan. Non aiuta alla distensione del clima l’attesa per una nuova campagna elettorale, dato che si tornerà a votare quasi certamente alla fine dell’anno. E Zeybecki ha messo poco fa le mani avanti, avvertendo che non ci sarebbe alcun bisogno di un intervento della banca centrale per sostenere i tassi, di fatto intimando a Basci dall’astenersi dall’attuare una nuova stretta monetaria, dopo quella del gennaio del 2014, quando dovette più che raddoppiare i tassi per difendere il cambio. In realtà, l’istituto è intervenuto nelle scorse ore, tagliando i rendimenti offerti dai depositi in dollari, in modo da disincentivare l’acquisto di biglietti verdi. Una misura, che da sola non basterà.   APPROFONDISCI – Turchia: l’inflazione scende ai minimi da oltre 2 anni, ma la lira continua a indebolirsi    

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