Turchia, la lira recupera sull’atteso incontro tra Erdogan e il governatore Basci

Lo scontro sui tassi in Turchia tra politica e banca centrale sembra essersi preso una pausa e di ciò beneficia oggi la lira turca. Atteso l'incontro tra il presidente Erdogan e il governatore Erdem Basci.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lo scontro sui tassi in Turchia tra politica e banca centrale sembra essersi preso una pausa e di ciò beneficia oggi la lira turca. Atteso l'incontro tra il presidente Erdogan e il governatore Erdem Basci.

Lira turca in recupero sul dollaro in tarda mattinata, scambiata a 2,6127, l’1% in più rispetto alla chiusura di ieri sera. Gli investitori stanno scommettendo sulla buona riuscita dell’incontro di questo pomeriggio tra il presidente Recep Tayyip Erdogan e il governatore Erdem Basci, durante il quale i due parleranno di economia, alla presenza del vice-premier Alì Babacan, che in Turchia è rimasta l’unica voce dentro al governo a chiedere che la politica non intacchi l’autonomia dell’istituto. Ieri sera, l’ufficio del premier Ahmet Davutoglu ha emesso una nota, in cui la posizione di Basci veniva difesa, in quanto il governatore avrebbe adottato “misure necessarie e in tempi necessari, in linea con gli obiettivi della politica monetaria”. Si tratta di un mutamento di linguaggio, per quanto ufficiale, rispetto agli attacchi durissimi delle ultime settimane, durante le quali l’istituto è stato pubblicamente accusato di “codardia” dal ministro dell’Economia, Nihat Zeybekci, nonché di rispondere a poteri occulti da parte del presidente Erdogan. Negli ultimi giorni, complice il tracollo della lira a nuovi livelli record contro il dollaro, Erdogan ha zittito parzialmente le polemiche e ha almeno evitato di gettare benzina sul fuoco.   APPROFONDISCI – Turchia: la lira resta ai minimi storici, cresce lo scetticismo degli investitori  

Tassi Turchia, che farà Basci?

Lo scorso 24 febbraio, Basci ha tagliato l’intero corridoio dei tassi, abbassando quelli di riferimento a una settimana al 7,50%, 250 punti base in meno rispetto al 10% a cui erano stati alzati nel gennaio 2014, nel bel mezzo di una grave crisi valutaria. Anche a gennaio era stato attuato un taglio di 50 punti base. Ma per la politica di Ankara, tutto ciò sarebbe stato largamente insufficiente. Il premier ha esternato pubblicamente la sua delusione, sostenendo che i tassi avrebbero dovuti essere tagliati al 6%. A causa delle invettive e delle minacce arrivate dal mondo politico, gli investitori hanno iniziato a dubitare sulla reale autonomia della banca centrale turca, che potrebbe essere indotta a tagliare ulteriormente i tassi, nonostante l’inflazione sia salita a febbraio al 7,6%, pur in presenza di un forte calo dei prezzi energetici. L’obiettivo di un’inflazione al 5% resta lontano e proprio le esternazioni della politica turca avrebbero paradossalmente ridotto il raggio di azione di Basci, accelerando il tonfo della lira, che dall’inizio dell’anno ha perso l’11%, il quale a sua volta si è tradotto in una crescita dei prezzi maggiore di quanto non ci si sarebbe potuti aspettare con queste quotazioni del petrolio. Il prossimo board sarà il 17 marzo. Basci potrà prendere in considerazione un nuovo taglio dei tassi, considerando che a gennaio il deficit commerciale turco è sceso a 2 miliardi di dollari dai 2,75 miliardi attesi. Intanto, resta da vedere cosa dichiarerà Erdogan alla fine dell’incontro di oggi, che si annuncia distensivo tra i due.   APPROFONDISCI – Turchia, ecco perché lo scontro violento sui tassi andrà avanti fino a giugno    

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Argomenti: Economie Asia, lira turca, tassi Turchia