Turchia, la lira crolla a nuovi record e il governo minaccia gli investitori

La lira turca scivola ancora sui mercati sulle tensioni tra governo e banca centrali sui tassi. E l'inflazione in Turchia sale a febbraio oltre le attese.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La lira turca scivola ancora sui mercati sulle tensioni tra governo e banca centrali sui tassi. E l'inflazione in Turchia sale a febbraio oltre le attese.

Nuovo crollo per la lira turca tra ieri e oggi. Durante la seduta scorsa, il cambio si è indebolito di oltre il 2% contro il dollaro, portandosi fino a un livello record di 2,6290. Al momento, la lira è scambiata a 2,6150, registrando un calo superiore al 7% dall’inizio dell’anno. Tornano così le tensioni finanziarie sulla Turchia, dove lo scontro tra la banca centrale e il governo appare senza sosta e potrebbe aggravarsi, dopo che l’istituto ha rilasciato i nuovi dati sull’inflazione a febbraio, salita dal 7,24% del mese precedente al 7,55%, oltre le attese di un +7,42% annuo.

Scontro su tassi Turchia

Sebbene l’inflazione “core” sia diminuita al 7,73% dall’8,63%, ai minimi degli ultimi 13 mesi, lo spazio di manovra per un taglio ulteriore dei tassi a disposizione del governatore Erdem Basci si è ridotto, forse anche annullato, quando il governo lamenta, al contrario, che al board del 24 febbraio scorso avrebbe dovuto tagliare i tassi di riferimento di 175 punti base al 6%, anziché solamente al 7,50%.   APPROFONDISCI – Turchia, nuovo record minimo per la lira. Il governo diviso chiede le dimissioni di Basci   L’aumento dell’inflazione è stato determinato in parte proprio dall’indebolimento della lira, che rende più costosi i beni importati. E la debolezza della lira è a sua volta anche conseguenza delle attese ribassiste degli investitori, inseguito alle pressioni politiche sulla banca centrale. E così, il ministro dell’Economia, Nihat Zeybekci, in un’intervista televisiva ha lanciato la sua sfida contro gli investitori, che userebbero il dollaro per operazioni speculative, sostenendo che ciò sarà per loro come “una bomba, che esploderà nelle loro mani e li brucerà”. Il ministro ha anche rassicurato che nessuna banca centrale sarebbe indipendente come quella turca, aggiungendo che si chiede a Basci semplicemente di tenere conto anche della crescita dell’economia, oltre alla stabilità dei prezzi. Gli analisti ritengono che vi sarebbe spazio per un nuovo taglio dei tassi anche al prossimo board. Date le forti pressioni del governo e del presidente Erdogan, che non vogliono rischiare nulla prima delle elezioni politiche di giugno, Basci potrebbe giustificare il taglio con la minore crescita dei prezzi alimentari. Il mercato starebbe scontando proprio questo scenario.   APPROFONDISCI – Turchia, ecco perché lo scontro violento sui tassi andrà avanti fino a giugno  

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Argomenti: Economie Asia, lira turca, tassi Turchia