Turchia, il tracollo della lira mette a rischio il debito estero privato e gli investimenti

Il crollo della lira turca mette a rischio il rimborso dei debiti privati in valuta straniera. Gli investimenti delle imprese in Turchia sono a rischio.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il crollo della lira turca mette a rischio il rimborso dei debiti privati in valuta straniera. Gli investimenti delle imprese in Turchia sono a rischio.

La lira turca ha perso il 9,4% dall’inizio dell’anno, il calo maggiore accusato dal 2008. Nessuno tra gli analisti aveva previsto un tale indebolimento, ma lo scontro tra la banca centrale del governatore Erdem Basci e il governo del premier Ahmet Davutoglu, nonché col presidente Erdogan sulla politica monetaria, ha allontanato nelle scorse settimane gli investitori stranieri, in coincidenza anche con l’attesa di un rialzo dei tassi a breve negli USA. Al momento, il cambio con il dollaro si attesta a 2,5759. Se una lira debole è ben vista dal governo, che spera così di stimolare le esportazioni e di risollevare il tasso di crescita dell’economia, pari al 2,9% nel 2014, quando era stato mediamente del 5% dal 2004, due gli effetti più indesiderati che si stanno materializzando per i turchi in questi mesi. Il primo è che l’inflazione scende meno di quanto avrebbe dovuto, visto il dimezzamento delle quotazioni del petrolio, restando sopra il 7% a febbraio. Ciò ha ridotto i margini di manovra di Basci sui tassi, l’esatto contrario di quanto avrebbero voluto il governo e il presidente.   APPROFONDISCI – La Turchia dei paradossi: l’inflazione più alta delle attese da fiato alla lira  

Debito estero Turchia più pesante

Ma c’è un secondo effetto non meno dirompente: l’aumento del valore del debito contratto in valuta estera. Da qui ai prossimi 12 mesi, le società non finanziarie turche dovranno rimborsare 89 miliardi di dollari in scadenza, il 10% del pil del paese. Poiché la lira ha perso contro le principali valute, questi debiti, contratti negli ultimi anni per approfittare dei bassi tassi di finanziamento delle economie avanzate e denominati in dollari, euro, etc., saranno più costosi da rimborsare per i turchi. Da qui, o la rinegoziazione dei prestiti, che darebbe vita a molteplici casi di default e al taglio del rating per le società inadempienti, o il taglio degli investimenti, pur di onorare le scadenze.   APPROFONDISCI – Turchia: la lira resta ai minimi storici, cresce lo scetticismo degli investitori  

Scontro su tassi Turchia controproducente

Dunque, la crescita in Turchia potrebbe risentire negativamente del tonfo della lira anche per via dei minori investimenti delle imprese, compressi dai maggiori costi per il servizio sul debito estero. A gennaio, l’ammontare complessivo di quest’ultimo risultava raddoppiato rispetto a 4 anni prima a 177 miliardi di dollari, un quinto del pil turco, stando ai dati della banca centrale. Gli attacchi della politica a Basci hanno sortito l’effetto opposto a quello sperato. Non solo il taglio dei tassi è stato reso meno ampio proprio dal venire meno delle condizioni finanziarie esterne, ma gli investimenti privati sono a rischio, sebbene quest’anno la crescita dell’economia è attesa in accelerazione al 3,45%.   APPROFONDISCI – Turchia, la lira si rafforza dopo l’incontro tra Erdogan e Basci. Distensione sui tassi

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Argomenti: Economie Asia, lira turca, tassi Turchia