Turchia, Erdogan annuncia nuove elezioni e la lira collassa

Il presidente Erdogan annuncia elezioni imminenti in Turchia e la lira precipita a un nuovo minimo storico contro il dollaro.

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Il presidente Erdogan annuncia elezioni imminenti in Turchia e la lira precipita a un nuovo minimo storico contro il dollaro.

Dal suo palazzo, il presidente Recep Tayyip Erdogan, incontrando i rappresentanti eletti degli enti locali, ha dichiarato che la Turchia “avanza a rapidi passi verso le elezioni anticipate”, confermando il fallimento delle trattative politiche tra il suo Akp e i partiti delle opposizioni, specie con la destra nazionalista dell’Mhp e la sinistra della Chp, visto che un vero negoziato con il partito curdo non c’è mai stato. La Turchia ha rinnovato il Parlamento lo scorso 7 giugno, ma per la prima volta dal 2002, il partito islamico-conservatore Akp ha mancato la maggioranza assoluta dei seggi per una manciata di seggi e si è visto costretto a trattare con le opposizioni per formare il nuovo governo. Tuttavia, nonostante le distanze programmatiche con la destra nazionalista non fossero insormontabili, ad avere impedito l’intesa è stato l’irrigidimento delle due formazioni. Il partito di Erdogan e del premier Ahmet Davutoglu non è stato disposto a cedere sulla temporaneità del nuovo esecutivo e l’Mhp pretendeva la rinuncia del presidente ad avocare a sé nuovi poteri.   APPROFONDISCI – La Turchia verso il voto anticipato, la lira crolla ai minimi storici   A questo punto, il Parlamento dovrebbe essere sciolto dal 23 agosto in poi e stando alla Costituzione si andrebbe a votare dalla prima domenica successiva ai 90 giorni, cioè verso la fine di novembre. I sondaggi fotografano uno stallo, rispetto alla consultazione di giugno, con il rischio che l’Akp non riesca nemmeno la prossima volta ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. Le incertezze legate sia alla crisi politica in atto e al caos geopolitico dell’area (poco fa vi è stata una sparatoria senza morti ad Ankara, nei pressi del palazzo Dolmobahce, dove il presidente ha un suo ufficio) stanno creando contraccolpi sempre più pesanti alla lira turca, che aggiorna ogni seduta il minimo storico e poco fa segnava il cambio record di 2,9260 contro il dollaro. Su base annua, la valuta perde oltre un quarto del suo valore. Ieri, il governatore Erdem Basci ha lasciato invariati i tassi al 7,50%, aggravando i dubbi sulla sua autonomia gestionale della politica monetaria, segnata dalle pressioni del governo per un taglio dei tassi.   APPROFONDISCI – La Turchia lascia i tassi invariati e la lira tocca un nuovo minimo storico    

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