In Turchia l’inflazione accelera, ma oggi i bond salgono

Inflazione in crescita in Turchia, dove la lira cede anche oggi, ma i rendimenti sovrani scendono.

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Inflazione in crescita in Turchia, dove la lira cede anche oggi, ma i rendimenti sovrani scendono.

Aumenta l’inflazione in Turchia, che nel mese di settembre accelera al 7,95%, segnando una crescita mensile dello 0,89%. E quella “core”, ossia depurata dagli alimentari freschi e dai beni energetici (le componenti più volatili) si porta all’8,23%, segnalando che il calo delle quotazioni del petrolio non si è tramutato in una corrispondente riduzione dei prezzi al consumo. Il dato risulta sopra le attese, che erano per un tasso d’inflazione del 7,70%. Eppure, i rendimenti sovrani turchi appaiono in deciso calo, passando dal 10,65% di venerdì al 10,35% di questi minuti per la scadenza decennale, pur ai massimi degli ultimi 19 mesi. Quelli a 5 anni scendono dal 10,96% al 10,20%, mentre i biennali dall’11,14% al 10,9 5%. La curva dei tassi rimane, pertanto, invertita, un fatto che denota generalmente l’attesa di un default a breve da parte degli imprenditori. Non è il caso di Ankara, dove semmai l’anomalia è da addebitarsi al rischio cambio, in quanto il mercato non ha fiducia sulla capacità della lira turca di recuperare terreno o di smettere di cedere contro il dollaro.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/la-turchia-lascia-i-tassi-fermi-lira-giu-ma-il-mercato-si-aggrappa-ora-a-una-speranza/   Su base annua, la valuta anatolica ha perso il 23,5%. Oggi arretra di un altro 0,12% a un cambio di 2,9931 contro il biglietto verde, in lieve rialzo su base mensile. La crisi valutaria turca ha molto a che vedere anche con la crisi politica in corso. Si voterà a inizio novembre per il secondo rinnovo del Parlamento dopo quello inconcludente di giugno, quando nessun partito ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi alle elezioni, uno scenario probabilmente ripetibile tra un mese. Il calo dei rendimenti sovrani sarebbe da collegarsi all’attesa degli investitori per un rinvio dell’allentamento monetario da parte della banca centrale turca, guidata dal governatore Erdem Basci. Difficilmente, infatti, potrà giustificare un taglio dei tassi, mentre la lira balla sui minimi storici e l’inflazione accelera, nonostante il tracollo dei prezzi energetici. Dalle elezioni del 7 giugno scorso, i rendimenti a 10 anni sono esplosi di 120 punti base, mentre la lira ha perso l’8%. Solo l’allontanamento della stretta monetaria USA potrebbe fare respirare nel breve il cambio e il mercato obbligazionario del paese.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/turchia-il-crollo-della-lira-appare-senza-fondo/

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