TTIP: accordo libero scambio USA-UE non morto, Trump vuole riesumarlo

Trattative sul TTIP, l'area di libero scambio USA-UE, potrebbero ripartire presto. L'amministrazione Trump segnala di volerle riattivare.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Trattative sul TTIP, l'area di libero scambio USA-UE, potrebbero ripartire presto. L'amministrazione Trump segnala di volerle riattivare.

Se con l’elezione di Donald Trump alla presidenza USA, l’accordo di libero scambio con la UE, noto come TTIP (“Transatlantic Trade and Investments Partnership”), sembrava morto, adesso potrebbe essere destinato a una veloce resurrezione. Proprio oggi, il segretario al Commercio, Wilbur Ross, incontra a Washington il commissario europeo per lo stesso ruolo, Cecilia Malmstrom. Obiettivo dell’incontro: individuare le modalità per rilanciare i colloqui sul TTIP, arenatisi nell’autunno scorso, specie per l’opposizione crescente in paesi come Francia e Germania.

Qualche giorno fa, lo speaker repubblicano alla Camera, Paul Ryan, ha dichiarato che gli USA troveranno il modo per rilanciare le trattative con “gli amici europei”. E dalla Fiera di Hannover, la cancelliera Angela Merkel si è detta soddisfatta per la possibile riapertura dei colloqui sul TTIP, rimarcando come la Germania punti all’apertura commerciale, sostenendo di essere tornata sollevata dall’incontro con Trump del mese scorso, perché gli avrebbe spiegato e fatto capire quanto semplici sarebbero le regole di un accordo commerciale, contrariamente a quanto temuto dall’interlocutore. (Leggi anche: Presidenza Trump, cancellato anche il TTIP)

Trattative su accordo TTIP non facili da riattivare

Eppure, commentando i movimenti e le dichiarazioni di questi giorni, il presidente del Consiglio Nazionale per il Commercio, Peter Navarro, ha ribadito la linea dell’amministrazione Trump, ovvero di privilegiare gli accordi bilaterali rispetto a quelli con aree economiche sovranazionali. Che il TTIP non si sarebbe realizzato sotto l’attuale governo americano lo aveva chiarito esplicitamente il Prof Ted Malloch, che Trump vorrebbe nominare come ambasciatore USA a Bruxelles, presso la Commissione europea.

Difficile, tuttavia, che i colloqui odierni tra Ross e Malstrom possano davvero rilanciare le trattative. Bisognerà attendere quasi sicuramente le elezioni in Germania per capire come si evolveranno le cose. Riaprire il dibattito adesso sarebbe sconveniente per i candidati sia francesi che tedeschi, anche perché l’amministrazione Trump risulta molto impopolare nei due paesi. (Leggi anche: Economia USA essenziale per export UE: da masochisti no al TTIP)

Trattative TTIP un colpo per la Brexit

D’altra parte, tornare a discutere di TTIP sarebbe un bel punto segnato da Berlino e Parigi contro Londra. Con l’arrivo alla Casa Bianca di Trump, Washington ha rassicurato il governo di Theresa May sul fatto che le trattative per un accordo bilaterale USA-Regno Unito sarebbero partite quanto prima e con precedenza rispetto ad altre, comprese quelle sul TTIP. Se Bruxelles e Washington riallacciassero le relazioni per giungere a un’intesa sul libero scambio, si tornerebbe a uno scenario simile a quello di quando era presidente Barack Obama, il quale aveva avvertito che i colloqui con Londra dopo la Brexit sarebbero restati in coda per gli USA. (Leggi anche: Brexit, TTIP sabotato dall’Europa: ecco perché)

Detto ciò, la riattivazione delle trattative tra Commissione europea e amministrazione americana non saranno facili. Come ha chiarito lo stesso Ross, la linea di Trump è chiara: niente colloqui inconcludenti, ma semmai bisogna risolvere la questione del deficit commerciale USA con la UE, pari a 146 miliardi nel 2016, secondo solo a quello di 347 con la Cina.

Corsa a tre con Cina e Giappone

E’ probabile, quindi, che il governo americano chieda ai commissari di porre fine all’euro debole, agendo attraverso la leva monetaria. Una richiesta, formalmente irricevibile e che alimenterà le pressioni tedesche sulla BCE di Mario Draghi, affinché cessi la lunga era dei tassi zero. (Leggi anche: Trump contro euro debole della Germania)

La UE resta in competizione con Cina e Giappone per la prima firma nell’era Trump di un accordo di libero scambio con gli USA. Da un paio di settimane sono scattati già i 100 giorni, entro i quali le delegazioni americana e cinese dovranno trovare le soluzioni comuni per bilanciare le relazioni commerciali e trovare un’intesa soddisfacente per entrambe le economie. Con il Giappone si è già in cerca di un accordo bilaterale.

Rapporti USA-UE più distesi

A conti fatti, nei primi tre mesi di amministrazione Trump, l’unica discontinuità drastica in tema di rapporti commerciali ha riguardato il ritiro degli USA dal TPP, firmato insieme ad altri undici stati del Pacifico, così come il NAFTA, siglato con Canada e Messico e subito rimesso in discussione. Con la UE, dopo un esordio a dir poco burrascoso, tra attacco missilistico in Siria e segnali di apertura sul TTIP, i toni appaiono molto più distesi, anche se com’è accaduto per gli ultimi quattro anni, è probabile che non sia Washington nemmeno stavolta la Casa Bianca a segnare il bello o il cattivo tempo, bensì le divisioni interne alla UE. E dire che il leader “protezionista” sarebbe Trump. (Leggi anche: Commercio mondiale, e se Trump firma il TTIP?)

 

 

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Argomenti: Economia Europa, Economia USA, Presidenza Trump

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